
Cesa/Succivo. La prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli, presieduta dal giudice Saraceno, ha confermato la condanna all’ergastolo con tre anni di isolamento diurno nei confronti di Antonio Mangiacapre, riconosciuto colpevole del duplice omicidio dei fratelli Claudio e Marco Marrandino.
I due giovani vennero uccisi nel giugno del 2024 nei pressi dello svincolo di Succivo, raggiunti da diversi colpi d’arma da fuoco al culmine di una lite nata per motivi legati alla viabilità.
Con la decisione pronunciata oggi, la Corte ha respinto integralmente il ricorso presentato dalla difesa dell’imputato, che aveva chiesto una riduzione della pena. Resta quindi confermata la sentenza di primo grado con il cosiddetto “fine pena mai”.
Soddisfazione è stata espressa dai legali delle parti civili, gli avvocati Luigi Poziello e Dario Carmine Procentese, che hanno assistito i familiari delle vittime nel procedimento.
Nei giorni scorsi, in vista della decisione della Corte, Mangiacapre aveva indirizzato una lunga lettera ai familiari dei fratelli Marrandino, nella quale aveva manifestato il proprio pentimento, chiedendo perdono per quanto accaduto. Nella missiva l’imputato ha spiegato di non riuscire ancora oggi a dare una spiegazione razionale al gesto, sostenendo di aver agito in uno stato di forte esasperazione e timore, pur riconoscendo la gravità delle proprie azioni.
L’uomo aveva inoltre espresso vergogna per le conseguenze provocate e chiesto alla Corte di tenere conto del suo stato emotivo al momento dei fatti, ribadendo le proprie scuse ai familiari delle vittime, ai giudici e a tutte le persone coinvolte dalla tragedia. Le sue dichiarazioni, tuttavia, non hanno inciso sull’esito del processo di secondo grado, che ha confermato integralmente la condanna all’ergastolo.

