
Casal di Principe. Slitta al prossimo 6 ottobre la decisione della quinta sezione della Corte di Cassazione sui ricorsi presentati dagli imputati coinvolti nel processo relativo alla presunta infiltrazione del clan dei Casalesi in Veneto. L’udienza era attesa nei giorni scorsi, ma i giudici della Suprema Corte hanno disposto il rinvio, lasciando ancora aperta una delle vicende giudiziarie più rilevanti legate alla criminalità organizzata fuori dalla Campania.
Il procedimento riguarda le condanne emesse dalla Corte d’Appello di Venezia nell’ottobre 2024, che avevano inasprito le pene rispetto alla sentenza di primo grado pronunciata dal Tribunale di Venezia il 5 giugno 2023. Nelle motivazioni della decisione d’appello, contenute in oltre 3.200 pagine, i magistrati hanno ricostruito l’attività del presunto gruppo criminale di origine campana, ritenuto operativo in Veneto con base principale a Eraclea, in provincia di Venezia.
Tra gli imputati figura l’imprenditore edile Luciano Donadio, indicato dall’accusa come presunto vertice dell’articolazione autonoma del clan dei Casalesi attiva sul territorio veneto fin dai primi anni Duemila. In secondo grado è stato condannato a 41 anni e 4 mesi di reclusione, pena poi ridotta a 30 anni in applicazione del principio moderatore. Nei suoi confronti vengono contestati complessivamente 63 capi d’imputazione.
Davanti alla Corte di Cassazione, la difesa ha presentato 26 motivi di ricorso, sostenendo tra l’altro la violazione del diritto di difesa e chiedendo che vengano dichiarate inutilizzabili le intercettazioni raccolte nel corso delle lunghe indagini. È stata inoltre sollevata una questione di legittimità costituzionale sulla normativa che disciplina l’utilizzo delle intercettazioni.
La decisione definitiva della Suprema Corte è ora attesa per il 6 ottobre, quando verranno esaminati i ricorsi e sarà stabilito se confermare o modificare le condanne pronunciate nei precedenti gradi di giudizio.

