
Orta di Atella. Una perquisizione dei carabinieri è stata eseguita nei giorni scorsi all’interno di un parco acquatico dell’agro atellano. La notizia è stata riportata da Cronache. Secondo quanto emerso, l’attività investigativa non riguarderebbe la struttura, ma sarebbe legata alla posizione di Angelo Brancaccio, ex sindaco di Orta di Atella, già condannato in passato per associazione mafiosa, pena ormai interamente scontata.
Stando alle indiscrezioni, i militari dell’Arma erano alla ricerca di eventuali appunti o documenti, i cosiddetti “pizzini” nel linguaggio investigativo, che potrebbero contribuire a fare chiarezza su alcuni aspetti emersi durante il processo nato dall’inchiesta sull’ex amministrazione comunale di Trentola Ducenta guidata dall’allora sindaco Andrea Sagliocco. Tra i filoni principali del procedimento figura anche la vicenda relativa a un supermercato finito al centro delle contestazioni della Procura.
L’approfondimento investigativo sarebbe stato rafforzato dalla testimonianza resa davanti al Tribunale di Napoli Nord dall’imprenditore Arcangelo Del Prete, persona offesa nel procedimento. In aula, Del Prete ha raccontato di essere stato avvicinato da Brancaccio poco prima della sua deposizione.
Secondo quanto riferito dal testimone, l’ex sindaco gli avrebbe prospettato la possibilità di incontrare alcune persone di Trentola Ducenta. L’imprenditore ha spiegato di aver risposto che, se il confronto avesse riguardato la vicenda del supermercato, avrebbe continuato a raccontare la verità, come già fatto agli investigatori. L’incontro, sempre secondo la sua ricostruzione, non si sarebbe poi svolto.
Come evidenziato da Cronache, Angelo Brancaccio non risulta indagato nel procedimento relativo all’ex amministrazione di Trentola Ducenta ed è estraneo a quel processo.
Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire la natura e le finalità del contatto riferito in aula, verificando se esistano elementi documentali utili alle indagini. Gli accertamenti proseguono e, come previsto dall’ordinamento, tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

