
Santa Maria Capua Vetere. Si è concluso con una condanna decisamente più lieve rispetto alla richiesta avanzata dalla Procura il processo a carico di Antonio D’Orsi, 40enne di Santa Maria Capua Vetere, coinvolto nell’inchiesta sul presunto traffico di droga nel rione Iacp della città del Foro. Il giudice della Prima sezione penale del tribunale sammaritano, Giovanni Caparco, ha inflitto all’imputato la pena di un anno e quattro mesi di reclusione, oltre a 1.200 euro di multa.
Il pubblico ministero aveva invece chiesto una condanna a sei anni di carcere. D’Orsi, difeso dall’avvocato Gabriele Roberto Cerbo, era l’unico imputato ad aver scelto il rito ordinario, mentre gli altri coinvolti nell’indagine hanno optato per il rito abbreviato. Nel dispositivo emesso questa mattina il tribunale ha riconosciuto le attenuanti generiche, considerate prevalenti sulla recidiva contestata, concedendo inoltre la sospensione condizionale della pena e dichiarando cessata la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Secondo quanto emerso nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, D’Orsi avrebbe preso parte ad alcune cessioni di crack e cocaina avvenute tra il 2022 e il 2024 nel rione Iacp di via Giotto, quartiere finito al centro delle indagini dei carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere.
L’operazione, eseguita quasi un anno fa, aveva portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di diversi indagati appartenenti ai nuclei familiari Capitella e Funiciello. Gli investigatori avevano ricostruito decine di episodi di spaccio attraverso servizi di osservazione, pedinamenti e intercettazioni, descrivendo l’esistenza di una piazza di spaccio attiva nel cosiddetto “Casermone”. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

