
PARETE/AVERSA. Un violento episodio di rapina domestica si conclude con la concessione degli arresti domiciliari per l’autore dell’aggressione. Il giudice per l’udienza preliminare Pia Sordetti, del tribunale di Napoli Nord, ha disposto la misura alternativa al carcere per Giovanni Tessitore, 46 anni di Aversa, condannato a 5 anni di reclusione e al pagamento di una multa da 2.800 euro per rapina aggravata e lesioni personali.
Il provvedimento arriva dopo l’accoglimento della richiesta avanzata dal difensore dell’imputato, l’avvocato Enzo Di Vaio. Il giudice ha ritenuto opportuno sostituire la detenzione in carcere con i domiciliari, imponendo però al 46enne l’obbligo di seguire un percorso terapeutico e riabilitativo presso il SerD di Aversa. Una decisione motivata anche dalla condizione di tossicodipendenza dell’uomo, considerata rilevante ai fini di un possibile recupero.
I fatti risalgono al 9 aprile 2025, quando Tessitore si sarebbe introdotto con la forza nell’abitazione di una vicina anziana, M.C.V., sfondando la porta d’ingresso in alluminio a calci. Una volta dentro, avrebbe scatenato una brutale aggressione nei confronti della donna e della sua badante, C.O., colpendole ripetutamente con pugni e calci.
Durante il pestaggio, l’uomo avrebbe anche strappato dal collo delle vittime due catenine d’oro, portando a termine la rapina. Le conseguenze per le due donne sono state gravi: l’anziana ha riportato la perdita di alcuni denti e un evidente ematoma al volto, mentre la badante ha subito un trauma cranico accompagnato da lesioni al cuoio capelluto e al collo.
Un episodio di violenza estrema che aveva scosso la comunità locale e che ora si chiude, almeno sul piano giudiziario, con una misura che punta anche al recupero dell’imputato.

