
SANTA MARIA CAPUA VETERE/CAPUA. Sanità territoriale sotto osservazione nel Casertano. I sindaci di Casapulla, Curti, San Prisco, San Tammaro e Santa Maria Capua Vetere hanno inviato una nota congiunta al Direttore Generale dell’Asl Caserta per chiedere maggiore chiarezza sulle scelte organizzative e sul futuro dei servizi sanitari locali.
Nel documento, i primi cittadini – Ferdinando Bosco, Antonio Raiano, Domenico D’Angelo, Vincenzo D’Angelo e Antonio Mirra – evidenziano la mancanza di informazioni e confronto sulle decisioni che riguardano l’assistenza sanitaria territoriale. Pur dichiarando apertura verso ogni iniziativa che possa migliorare l’offerta sanitaria, sottolineano la necessità di un percorso chiaro e condiviso.
Uno dei punti centrali riguarda la riapertura del pronto soccorso del presidio ospedaliero di Santa Maria Capua Vetere. Secondo quanto riportato, il tavolo tecnico istituito dall’Asl avrebbe evidenziato criticità tali da rendere difficile una riapertura in tempi brevi. Una situazione che i sindaci ritengono insufficiente: i cittadini, spiegano, si aspettano non solo la presa d’atto dei problemi ma un programma concreto per superarli e riattivare il servizio.
Critiche anche sul piano organizzativo: al termine del tavolo tecnico, l’Asl avrebbe optato per un modello sperimentale che, secondo i sindaci, non risponde alle reali esigenze dell’emergenza sanitaria. Viene invece richiamato il quadro normativo nazionale, legato alla Missione 6 del PNRR e al decreto ministeriale 77 del 2022, che punta sul rafforzamento della sanità territoriale attraverso Ospedali e Case di Comunità.
Proprio su questo fronte, i sindaci ricordano che sul territorio sono in costruzione un Ospedale di Comunità e due Case di Comunità finanziate dal PNRR. Strutture che, secondo la normativa, dovranno garantire assistenza continuativa con presenza medica e infermieristica h24 e servizi di prossimità per un bacino di circa 40-50 mila abitanti ciascuna.
Da qui la richiesta all’Asl: programmare adeguatamente le risorse umane per garantire, sin dall’apertura, il pieno funzionamento delle strutture. Il timore è che, senza una pianificazione efficace, si possano creare sovrapposizioni o inefficienze, vanificando il modello organizzativo previsto a livello nazionale.
Nel documento emerge anche una forte denuncia sulle condizioni del Distretto sanitario 21, attualmente collocato in locali ritenuti inadeguati. I sindaci parlano di una situazione non più tollerabile, soprattutto per categorie fragili come anziani e bambini, e chiedono il trasferimento immediato in una sede idonea.
Infine, viene sollevata la questione del nuovo ospedale di Capua, inserito nella programmazione regionale con un finanziamento di oltre 90 milioni di euro. I primi cittadini esprimono preoccupazione per i tempi della progettazione e per il rischio che eventuali ritardi possano compromettere l’opera, definita strategica per l’intero territorio.
La lettera si chiude con un impegno chiaro: vigilare affinché le norme vengano applicate correttamente e le risorse pubbliche utilizzate in modo efficace, nell’interesse dei cittadini.

