
CARINOLA/ACERRA/POMIGLIANO D’ARCO. Un traffico di droga all’interno del carcere ‘Giovan Battista Novelli’ di Carinola è stato smantellato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere grazie a un’indagine del Nucleo investigativo della polizia penitenziaria di Napoli. Sono state emesse 9 misure cautelari e altre 30 persone risultano indagate.
Cinque dei soggetti coinvolti sono stati arrestati e portati in carcere:
- Beniamino Cipolletta, residente a Acerra
- Olindo Cipolletta, residente a Pomigliano d’Arco
- Angelo Morgillo, residente a Casalnuovo di Napoli
- Emilio Di Monda, residente a Caivano
- Ivan Ponticelli, residente a Napoli
Altri quattro indagati sono finiti agli arresti domiciliari:
- Antonietta Bruno, residente a Acerra
- Lucia Esposito, residente a Pomigliano d’Arco
- Maria Limatola, residente a Napoli
- Patrizia Esposito, residente a Casoria
L’inchiesta ha rivelato come la droga fosse introdotta in carcere attraverso i colloqui con i familiari o nascosta nei pacchi destinati ai detenuti. Il traffico era gestito dall’interno con il supporto di complici all’esterno, che si occupavano anche della raccolta del denaro attraverso carte prepagate e pacchetti di sigarette usati come forma di pagamento.
Tutti gli indagati a piede libero
Oltre agli arrestati, altre 30 persone risultano indagate per vari reati, tra cui spaccio di droga e utilizzo indebito di telefoni cellulari in carcere. Ecco i loro nomi:
- Pasqualina Elia, Benito Di Tommaso, Ilaria Buonincontro, Domenico Di Resta, Antonio Schiavone, Gennaro Ruggiero, Carmine Palumbo, Vincenzo Di Franco, Giovanni Matrone, Salvatore Ferraro, Giorgio Marino, Michele Carotenuto, Francesco Palumbo, Marco Liccardo, Giovanni Russo, Dario Esposito, Alfonso Savarese, Nicola De Simone, Roberto Falco, Stefano Romano, Luca Iodice, Fabio Di Martino, Andrea Montella, Gianluca Sorrentino, Vittorio Buono, Emanuele Capuano, Matteo Lombardi, Federico Graziano, Salvatore De Luca, Antonio Vitale.
Le indagini hanno documentato la presenza di un vero e proprio mercato della droga dietro le sbarre, con la complicità di esterni e la gestione dei pagamenti tramite carte prepagate. L’inchiesta è ancora nella sua fase preliminare e tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale condanna definitiva.