San Felice a Cancello. Con la costituzione del gruppo di Italia Viva, Giovanni Ferrara si è ritrovato con 4 consiglieri comunali.
Il passaggio di Francesco De Lucia e Clemente De Lucia nel gruppo di Italia Viva formato da 5 consiglieri comunali ha ulteriormente sbilanciato gli equilibri già precari.
Praticamente vicino al sindaco sono rimasti soltanto i consiglieri Fruggiero, De Falco, Sardella e Perrotta.
Poi ci sono i consiglieri Carfora, Piscitelli , Colella e lo stesso Melchiorre che appartengono alla quota piedarienzana.
La Lega in Consiglio Comunale non esiste più.
In pratica sono rimasti al suo fianco soltanto i talanicari e Orlando Savino, troppo poco per evitare di essere fagocitato.
Ferrara si è visto oppresso ed in balia dei gruppi consiliari e come Spartaco ha deciso di liberarsi dalle catene e optare per le dimissioni.
D’altronde, oltre ai vari e atavici problemi che attanagliano il Comune, il 43enne ha avuto poca collaborazione dagli stessi consiglieri comunali, molti dei quali, in caso di elezioni, bene farebbero a non ricandidarsi.
Questa amministrazione paga un peccato originale, quello delle mancate elezioni di alcuni fedelissimi del sindaco in prima battuta, cosa che lui, dopo aver saputo di concorrere praticamente da solo alla carica di sindaco nel 2019, aveva cercato di evitare ostacolando l’ascesa della lista di Forza Italia.
Già da lì ci furono le prime importanti frizioni, ancor prima di cominciare e poi altri sono stati cooptati, vedi ad esempio i vari Sgambato e due De Lucia e la Rongone.
Chiaramente un dietrofront di Ferrara, dopo quello che ha scritto, sarebbe clamoroso, ma in politica nulla è impossibile.

