Bollette e spesa, l’energia fa salire i prezzi: inflazione al 5,4%

Aumento delle bollette del gas e dei prezzi dei prodotti alimentari

Gas in aumento del 9,1% a ottobre per i clienti vulnerabili. Codici lancia l’allarme: i rincari delle forniture si riflettono anche su alimentari e beni di prima necessità

L’aumento del costo dell’energia torna a pesare sui bilanci delle famiglie italiane. Non si tratta soltanto di bollette più care: quando salgono i prezzi di gas ed elettricità, gli effetti si trasferiscono anche sui prodotti acquistati ogni giorno, dagli alimentari ai beni di prima necessità. Un quadro che desta preoccupazione, soprattutto per chi dispone di redditi limitati e fatica già ad affrontare le spese mensili.

A confermare la situazione sono gli ultimi dati diffusi da Arera e Istat, sui quali interviene l’associazione Codici, denunciando una pressione sempre più forte sul potere d’acquisto dei consumatori.

Gas, a ottobre la bolletta aumenta del 9,1%

Il primo segnale arriva dal mercato del gas. Secondo Arera, a ottobre 2026 il costo della materia prima è aumentato sensibilmente, facendo crescere del 9,1% la spesa complessiva del cliente tipo rispetto al mese precedente.

Il dato riguarda circa 2,3 milioni di utenti che si trovano ancora nel servizio di tutela della vulnerabilità. Per questa categoria, il prezzo di riferimento del gas ha raggiunto 176,80 centesimi di euro al metro cubo. La componente relativa alla materia prima rappresenta da sola il 54,9% dell’importo complessivo.

Si tratta di valori che non si applicano automaticamente a tutte le famiglie, in particolare a quelle con contratti del mercato libero. Tuttavia, l’aumento delle quotazioni all’ingrosso rappresenta un campanello d’allarme per l’intero settore energetico.

L’inflazione colpisce anche il carrello della spesa

Le conseguenze si vedono già nei prezzi dei prodotti acquistati quotidianamente. Secondo la stima preliminare dell’Istat, a ottobre 2026 l’inflazione ha raggiunto il 5,4%, rispetto al 4,2% registrato a settembre.

A spingere verso l’alto il dato sono soprattutto i rincari dell’energia, che hanno registrato un aumento annuo del 31,4%. Ma il problema non riguarda soltanto le forniture domestiche.

Anche fare la spesa costa di più. Il cosiddetto carrello della spesa, che comprende i beni alimentari e quelli di uso quotidiano, è passato da un aumento dell’1,5% al 2,5%. Ancora più marcata la crescita dei prezzi degli alimentari non lavorati, saliti dal 5,5% al 7,5%.

Numeri che raccontano una difficoltà concreta: le famiglie devono destinare una parte sempre maggiore delle proprie entrate a riscaldamento, bollette e acquisti essenziali.

Codici: servono interventi per proteggere le famiglie

A lanciare l’allarme è Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici, secondo cui l’aumento dell’energia sta progressivamente riducendo la capacità di spesa dei consumatori.

L’associazione richiama anche le tensioni internazionali, in particolare quelle legate al Medio Oriente e alle decisioni dell’Iran sullo Stretto di Hormuz, uno snodo strategico per il trasporto delle risorse energetiche.

A preoccupare è inoltre la situazione delle riserve di gas europee. Secondo i dati richiamati dall’associazione, gli stoccaggi dell’Unione europea si avvicinano alla stagione fredda 2026-2027 con livelli particolarmente bassi, con il rischio di ulteriori difficoltà nei mesi successivi.

Per Codici, non è più sufficiente intervenire quando gli aumenti sono già arrivati nelle case degli italiani. Occorrono misure strutturali capaci di proteggere i consumatori dalle oscillazioni dei mercati e di impedire che ogni nuova crisi internazionale si traduca in un’altra stangata per le famiglie.

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