
Due anni con pena sospesa per Luigi Luserta, revocato l’obbligo di dimora
CASERTA. Si conclude con una condanna a due anni di reclusione, accompagnata dalla sospensione della pena, il procedimento nei confronti di Luigi Luserta per maltrattamenti e lesioni ai danni dell’ex fidanzata. Il giudice Gaudiano del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha inoltre disposto la revoca dell’obbligo di dimora a Verona, facendo cessare la misura cautelare cui l’imputato era sottoposto.
La decisione è stata pronunciata al termine del giudizio celebrato con rito abbreviato. Luserta, figlio dell’imprenditore del settore estrattivo Giuseppantonio, è stato assistito nel processo dagli avvocati Giuseppe Stellato e Gerardo Marrocco. Per effetto del provvedimento, nei suoi confronti non restano ulteriori restrizioni cautelari.
Respinta la richiesta di provvisionale da 50mila euro
Un altro punto della sentenza riguarda la richiesta economica presentata dalla parte civile. L’ex fidanzata, rappresentata dall’avvocato Manuela Palombi, aveva domandato il riconoscimento di una provvisionale pari a 50mila euro. Il giudice ha respinto questa istanza: l’eventuale importo del risarcimento dovrà essere determinato in sede civile.
Al centro della vicenda giudiziaria figurano le condotte contestate dalla Procura sammaritana e ricostruite attraverso il racconto della giovane. La ragazza si era presentata ai carabinieri della stazione di San Prisco, riferendo di aver subito violenze e minacce da parte dell’ex compagno.
La denuncia e le accuse di violenza
Nella denuncia aveva descritto, in particolare, quanto sarebbe accaduto durante la notte del 5 aprile, dopo una serata trascorsa nel centro di Caserta. Secondo la ricostruzione accusatoria, Luserta l’avrebbe obbligata a entrare in automobile, conducendola successivamente in un luogo appartato.
In quella zona, stando alle contestazioni, si sarebbe verificata l’aggressione. La giovane avrebbe ricevuto calci, schiaffi e pugni, oltre a essere stata destinataria di espressioni minacciose. Questi gli episodi riportati nel racconto consegnato ai militari e posti alla base delle accuse formulate nei confronti dell’imputato.
Revocato l’obbligo di dimora a Verona
Il processo ha quindi portato alla condanna per i fatti contestati, con la concessione del beneficio della sospensione della pena. Sul piano cautelare, invece, la revoca dell’obbligo di dimora chiude la fase delle limitazioni personali applicate a Luserta. Rimane distinta la questione risarcitoria, per la quale l’eventuale quantificazione del danno viene rimessa alla sede civile.
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