
Regionale. Da più di un mese trascorre gran parte delle sue giornate all’aeroporto di Capodichino, senza documenti, soldi e senza riuscire a ricostruire il proprio passato. È la difficile situazione di un uomo di circa trent’anni che afferma di essere svedese, ma che non sarebbe in grado di ricordare il proprio nome né di spiegare come sia arrivato nel capoluogo campano.
Il giovane sarebbe diventato una presenza familiare per diversi lavoratori dello scalo, che nel corso delle settimane hanno cercato di non lasciarlo solo. Chi lavora nei bar e nei negozi lo descrive come una persona educata e dai modi gentili, sempre curata nell’aspetto. Alcuni dipendenti gli hanno offerto pasti, indumenti puliti e prodotti per l’igiene personale, aiutandolo nelle necessità quotidiane.
Tra gli elementi emersi, ci sarebbe il racconto di una presunta aggressione avvenuta a Roma, durante la quale l’uomo sarebbe stato derubato dei propri effetti personali. Non è stato tuttavia possibile verificare questa ricostruzione. Anche la nazionalità svedese, riferita dallo stesso giovane, è ancora oggetto di accertamenti.
Un particolare che potrebbe rivelarsi importante per identificarlo è un tatuaggio geometrico piuttosto esteso sull’avambraccio destro, visibile nelle fotografie circolate in queste ore.
La vicenda ha coinvolto il consolato onorario svedese a Napoli, con il console Pierluigi Petrone che ha incontrato personalmente il trentenne, cercando di ottenere informazioni sulla sua provenienza e sulla sua identità. Anche la Polizia di Frontiera si è attivata, avviando i contatti con l’ambasciata svedese a Roma per effettuare le necessarie verifiche.
A rendere ancora più urgente la ricerca di una soluzione è la chiusura temporanea dell’aeroporto di Capodichino, scattata il primo novembre per consentire i lavori alla pista. Lo scalo, che per settimane ha rappresentato un punto di riferimento per il giovane, non potrà più offrirgli lo stesso riparo e la stessa assistenza quotidiana.
L’obiettivo è riuscire a dare un nome all’uomo, rintracciare eventuali familiari e garantirgli un luogo sicuro in cui essere assistito. Al momento, inoltre, non risulterebbe confermata una denuncia di scomparsa riconducibile al trentenne.
Da qui l’appello diffuso anche sui social a chiunque possa riconoscerlo o fornire informazioni utili sulla sua provenienza. “Qualcuno conosce questo ragazzo? C’è una famiglia che lo sta cercando?” Chiunque abbia elementi utili è invitato a rivolgersi alle Forze dell’Ordine, affinché si possa fare chiarezza sulla sua identità e sulla sua storia.


