Recale, il “Processo al bullo” conquista la Notte della Cultura: protagonisti gli studenti del Giovanni XXIII

Nell’ambito di RecaleLegge, gli alunni delle classi terze hanno portato in scena un laboratorio teatrale dedicato al bullismo, all’esclusione sociale e alla giustizia riparativa

Recale. Il bullismo affrontato attraverso il teatro, il confronto e la consapevolezza delle proprie azioni. È stato questo il filo conduttore del laboratorio “Il Processo al bullo”, che ha visto protagonisti gli studenti delle classi terze dell’istituto comprensivo “Giovanni XXIII” di Recale, in occasione della quarta edizione della Notte Bianca della Cultura #RecaleLegge.

L’iniziativa si è svolta nell’Auditorium della scuola secondaria di primo grado e ha rappresentato uno dei momenti centrali dell’inaugurazione dell’Anno culturale 2026-2027. Davanti a un pubblico numeroso, i ragazzi hanno trasformato un tema di grande attualità in una vera e propria simulazione processuale, offrendo spunti di riflessione sulle conseguenze dei comportamenti prevaricatori e sull’importanza della responsabilità individuale.

Il laboratorio teatrale tra bullismo e giustizia riparativa

La rappresentazione ha preso ispirazione dal saggio giuridico e dall’esperimento sociale dell’avvocata e attivista Anna Di Mauro, presente alla serata come ospite d’onore. Con lei è intervenuta la psicologa e psicoterapeuta Antonella D’Andrea, nel ruolo di relatrice.

A preparare e coordinare il laboratorio è stato il professor Gabriele Tartaglione, che ha accompagnato gli studenti in un percorso capace di unire attività teatrale, educazione civica e approfondimento sociale.

Sul palco, i ragazzi hanno dato vita a un dibattimento costruito attorno alla figura di un bullo e alle responsabilità legate alle sue azioni. Diego Vitale ha interpretato il giudice, mentre Noemi Licciardi ha sostenuto l’accusa nel ruolo di pubblico ministero.

La difesa è stata affidata a Stefania Porfidia, impegnata a far emergere le fragilità che possono nascondersi dietro un comportamento sbagliato. Camilla D’Elena ha invece interpretato l’imputato, rappresentando il percorso di consapevolezza e pentimento rispetto alle proprie azioni.

Gli studenti intervistano l’autrice Anna Di Mauro

Al termine della simulazione, gli alunni non hanno abbandonato la scena. Hanno infatti proseguito l’incontro intervistando direttamente Anna Di Mauro, approfondendo i temi affrontati durante il laboratorio e dando spazio al dialogo con l’autrice.

L’appuntamento è nato dalla collaborazione tra il Comune di Recale e l’istituto comprensivo “Giovanni XXIII”. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Raffaele Porfidia, ha inserito il progetto nel programma della Notte Bianca della Cultura, valorizzando il contributo della scuola.

L’istituto, diretto da Matrona De Matteis, ha così confermato il proprio impegno nella promozione di iniziative che affiancano alla formazione scolastica percorsi di crescita civile e sensibilizzazione.

La serata si è conclusa con un caloroso applauso rivolto all’autrice, alla relatrice, agli studenti, alle famiglie e ai docenti. Un riconoscimento collettivo per un’esperienza che ha dimostrato come il teatro possa diventare uno strumento concreto per parlare ai più giovani di rispetto, responsabilità e convivenza.

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