
Un collaboratore scolastico di 47 anni è indagato per presunti episodi ai danni di una studentessa diciottenne. La difesa contesta la ricostruzione accusatoria. Attesi gli sviluppi giudiziari
SPARANISE – È al centro di un procedimento giudiziario la vicenda di un collaboratore scolastico di 47 anni, indagato per stalking e violenza sessuale nei confronti di una studentessa diciottenne. I fatti contestati sarebbero avvenuti all’interno dell’istituto scolastico Foscolo, dove l’uomo prestava servizio prima della sospensione dal lavoro.
La vicenda è entrata in una fase delicata dopo la chiusura delle indagini e lo svolgimento dell’incidente probatorio, celebrato lo scorso luglio. L’uomo, assistito dall’avvocato Ciro Balbo, respinge gli addebiti attraverso la propria difesa, che contesta la ricostruzione accusatoria e sostiene che nel corso degli accertamenti sarebbero emerse contraddizioni nelle dichiarazioni.
Gli episodi contestati all’interno della scuola
Secondo l’ipotesi accusatoria, le condotte si sarebbero protratte dall’aprile scorso fino agli ultimi giorni dell’anno scolastico. Tra gli episodi contestati figurerebbero presunti palpeggiamenti, frasi a sfondo sessuale e comportamenti insistenti nei confronti della giovane.
Nella ricostruzione investigativa compaiono anche presunti inseguimenti nei servizi igienici, richieste di fotografie intime e tentativi di ottenere il numero di telefono della studentessa. Si tratta di contestazioni che dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti, senza anticipare conclusioni sulla responsabilità dell’indagato.
La ragazza, nel frattempo, ha concluso il proprio percorso scolastico conseguendo il diploma e non frequenta più l’istituto. La giovane è assistita dagli avvocati Andrea Di Dario e Maria Celeste Cafaro.
La difesa segnala presunte contraddizioni
Di segno opposto la posizione del collaboratore scolastico. Il suo legale, l’avvocato Ciro Balbo, sostiene che durante l’incidente probatorio sarebbero emerse importanti contraddizioni nelle accuse e ribadisce la volontà di contestare gli addebiti.
L’indagato non può dimorare a Sparanise, comune nel quale ha sede l’istituto interessato dalla vicenda, e vive attualmente in un centro limitrofo. Nei suoi confronti è stata inoltre disposta la sospensione dal servizio scolastico.
Attesi gli sviluppi giudiziari per il bidello
Con la conclusione delle indagini e gli accertamenti già svolti, l’attenzione si concentra ora sui prossimi passaggi del procedimento. Saranno le valutazioni dell’autorità giudiziaria a stabilire come proseguirà la vicenda e se si arriverà a una richiesta di rinvio a giudizio.
Resta centrale il principio della presunzione d’innocenza: le accuse contestate non equivalgono a una condanna e la responsabilità dell’indagato potrà essere stabilita soltanto in sede giudiziaria.
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