
SAN CIPRIANO D’AVERSA. Condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione per Giuseppe Caterino, 30enne finito a processo davanti al Tribunale di Napoli Nord per una vicenda che coinvolgeva alcuni suoi familiari.
L’uomo era accusato di maltrattamenti, lesioni ed estorsione. Al termine del processo, i giudici lo hanno assolto dalle contestazioni relative ai maltrattamenti e alle lesioni, mentre è arrivata la condanna per tentata estorsione ai danni dei familiari. Il reato è stato quindi riqualificato rispetto all’originaria accusa di estorsione formulata dalla Procura.
Il procedimento era scaturito da una serie di episodi avvenuti in ambito familiare che avevano portato anche all’intervento dei carabinieri e, successivamente, all’arresto del trentenne.
Caterino è stato assistito dall’avvocato penalista Domenico Della Gatta. Dopo la pronuncia della sentenza, il giudice ha disposto l’attivazione della procedura per la sua immediata scarcerazione, accogliendo sul punto la richiesta avanzata dalla difesa.
Il 30enne è nipote di Giuseppe Caterino, conosciuto come “Peppinotto”, indicato in passato come vicino al clan dei Casalesi.
Nella stessa famiglia, Francesco Caterino, zio del trentenne, è stato condannato nel 2024 nell’ambito di un procedimento per traffico di sostanze stupefacenti.
Con la decisione del Tribunale di Napoli Nord, Giuseppe Caterino è dunque tornato in libertà dopo la condanna a 2 anni e 4 mesi per il reato di tentata estorsione.

