
Agricoltori alle prese con raccolti danneggiati e animali sempre più vicini ai centri abitati. Nel Matese si torna a chiedere interventi
Coltivazioni danneggiate e animali sempre più vicini alle case
La presenza dei cinghiali torna a creare problemi nell’Alto Casertano. Con l’arrivo di settembre, il fenomeno si fa più evidente e gli agricoltori segnalano nuovi danni alle coltivazioni.
Le incursioni riguardano diverse zone della fascia pedemontana e del Matese. Tra i comuni interessati ci sono Pietravairano, Pietramelara e Teano, ma segnalazioni arrivano anche da Alife e da altre località vicine al Parco regionale.
A farne le spese sono soprattutto i terreni agricoli. Secondo le testimonianze raccolte tra gli operatori del settore, in alcuni casi i danni ai raccolti hanno già raggiunto diverse migliaia di euro. Il problema, però, non riguarda soltanto l’agricoltura. Gli animali si spingono sempre più spesso verso le zone abitate, attraversando strade, entrando nei giardini e avvicinandosi alle abitazioni.
Gli agricoltori chiedono nuovi interventi sulla massiccia presenza dei conbghiali nell’alto casertano
Da tempo le associazioni di categoria chiedono di affrontare il problema con interventi più incisivi. Coldiretti Caserta e Cia Campania hanno raccolto le preoccupazioni di numerosi imprenditori agricoli alle prese con raccolti compromessi e terreni danneggiati.
Al centro delle richieste c’è il potenziamento dei piani di prelievo selettivo, considerati uno degli strumenti per riportare sotto controllo una presenza della fauna selvatica diventata difficile da gestire. La situazione viene seguita con attenzione anche dai Comuni. La presenza degli animali vicino alle strade rappresenta infatti un problema per la sicurezza di automobilisti e cittadini.
Negli ultimi anni non sono mancati gli incidenti provocati dall’attraversamento improvviso dei cinghiali lungo strade provinciali e statali.
A favorire gli spostamenti verso valle contribuiscono anche alcuni terreni lasciati incolti e la possibilità di trovare facilmente cibo e rifiuti organici. Gli animali si muovono soprattutto nelle ore del crepuscolo, quando diventano più difficili da individuare per chi è alla guida.
Per gli agricoltori il problema resta soprattutto economico. Un raccolto distrutto significa perdere mesi di lavoro e, in molti casi, una parte importante del reddito dell’azienda.
La richiesta che arriva dal territorio è quindi quella di intervenire prima che la situazione diventi ancora più difficile da gestire, mettendo insieme tutela delle coltivazioni, sicurezza stradale e controllo della fauna selvatica.
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