Caserta capitale mondiale della fitochimica: al via il meeting della “PSE”

CASERTA – La ricerca internazionale sui prodotti naturali guarda a Caserta. Dal 15 al 18 settembre la città ospiterà il Meeting annuale della Phytochemical Society of Europe (PSE), importante realtà scientifica internazionale impegnata nello studio della fitochimica e delle sostanze naturali. L’appuntamento si terrà nella Sala convegni del Rettorato di Caserta dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e vedrà la partecipazione di ricercatori e studiosi provenienti da numerosi Paesi.

“Phytochemistry for a Sustainable Future: Bridging Nature, Innovation, and Health” è il titolo scelto per il congresso, che sarà dedicato al rapporto tra ricerca fitochimica, innovazione, salute e sostenibilità. A coordinare e organizzare l’evento sono i professori Monica Scognamiglio e Antonio Fiorentino, docenti di Chimica organica del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Biologiche e Farmaceutiche (DiSTABiF). Il comitato scientifico internazionale sarà composto dai membri del PSE Committee, l’organismo direttivo della Phytochemical Society of Europe, insieme ai presidenti del congresso. L’organizzazione coinvolgerà numerosi docenti del DiSTABiF, ma anche dottorandi e studenti del Dipartimento, ai quali sarà offerta l’opportunità di confrontarsi direttamente con ricercatori e professionisti della comunità scientifica internazionale.

Il meeting porterà a Caserta personalità di primo piano della ricerca fitochimica mondiale. Tra gli ospiti internazionali figurano Jonathan Gershenzon del Max Planck Institute for Chemical Ecology di Jena, Francisco A. Macías dell’Università di Cadice, Dan Stærk dell’Università di Copenaghen, Maria José Umbelino Ferreira dell’Università di Lisbona, Satyajit D. Sarker e Lutfun Nahar della Liverpool John Moores University e Christian Zidorn della Kiel University. A loro si affiancheranno diversi studiosi italiani, tra cui Bruno Botta di Unitelma Sapienza, Nunziatina De Tommasi dell’Università di Salerno, Antonio Molinaro dell’Università di Napoli Federico II, Filomena Conforti dell’Università della Calabria, Ilaria Chiocchio dell’Università di Bologna e Francesco Epifano dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Il programma scientifico spazierà tra numerosi ambiti della fitochimica contemporanea. Saranno approfondite le attività di individuazione, isolamento e sintesi di nuove molecole di origine naturale, lo studio dei processi metabolici delle piante, l’ecologia chimica e le relazioni tra organismi vegetali e ambiente. Ampio spazio sarà inoltre dedicato alle possibili applicazioni dei prodotti naturali nella medicina e nella tutela della salute.

Al centro dei lavori ci saranno anche settori in forte crescita come alimenti funzionali, nutraceutica e cosmetica. I partecipanti discuteranno inoltre delle nuove strategie per la formulazione e il rilascio di composti bioattivi, delle metodologie analitiche più innovative e dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella ricerca fitochimica. Un’attenzione particolare sarà riservata anche alle tecnologie orientate alla sostenibilità. L’apertura del meeting è prevista per la mattina del 15 settembre con il workshop “Diving into the World of Biphasic Liquid Systems: A Centrifugal Partition Chromatography”. L’iniziativa, in programma presso il DiSTABiF, sarà incentrata sulla Centrifugal Partition Chromatography, una tecnica avanzata utilizzata per separare, isolare e purificare prodotti naturali, sostanze di interesse farmaceutico e altri composti organici. A condurre il workshop saranno Simon Vlad Luca dell’Institute of Organic and Analytical Chemistry dell’Università di Orléans e Krystyna Skalicka-Woźniak, presidente della Phytochemical Society of Europe e docente del Department of Chemistry of Natural Products della Medical University of Lublin.

Le quattro giornate del congresso comprenderanno conferenze plenarie, comunicazioni scientifiche, sessioni poster e momenti specificamente pensati per i giovani ricercatori. Tra gli argomenti principali troveranno spazio la metabolomica, le nuove tecniche di analisi, la valorizzazione sostenibile delle biomasse e l’individuazione di molecole bioattive. Particolare rilievo avranno anche le applicazioni dei prodotti naturali in diversi comparti, dalla farmaceutica alla nutraceutica, dall’agroalimentare alla cosmetica, fino alle applicazioni in campo ambientale. La scelta di Caserta come sede dell’incontro rappresenta infine un’importante opportunità per rafforzare la presenza internazionale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e valorizzare il territorio. La città, con il suo patrimonio storico e naturalistico e con la particolare ricchezza botanica dei Giardini della Reggia, offrirà agli studiosi provenienti da tutto il mondo una cornice significativa per un evento dedicato proprio al rapporto tra natura, ricerca e innovazione.

Il programma completo e tutte le informazioni sono disponibili sul sito https://pse2026.com/.

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