
SAN FELICE A CANCELLO. La decisione di chiudere il cimitero comunale di San Felice a Cancello sta suscitando malumore e proteste, soprattutto tra i fioristi della zona. Il provvedimento sarebbe stato adottato dal presidente del Consiglio comunale Giuseppe Magliulo che ha diffuso la notizia sui social, in seguito ai fatti verificatisi ad Airola, mentre nei comuni limitrofi i cimiteri, secondo quanto segnalato, sarebbero rimasti regolarmente aperti.
Una situazione che sta creando non pochi disagi agli operatori del settore, che proprio in questi giorni si trovano a dover gestire il lavoro legato alla vendita e alla consegna dei fiori destinati ai defunti. La chiusura del cimitero, infatti, avrebbe inevitabili ripercussioni sulle attività dei fioristi, che lamentano una disparità rispetto ai centri vicini dove l’accesso ai cimiteri sarebbe invece consentito. Tra gli operatori cresce dunque la rabbia e la richiesta di chiarimenti all’amministrazione comunale.
“Non vogliamo alimentare polemiche, ma credo sia giusto evidenziare le difficoltà che alcune ordinanze stanno creando alle attività del territorio. A San Felice a Cancello, ad esempio, è stata disposta la chiusura del cimitero, una decisione che sta mettendo in seria difficoltà i fioristi, che si ritrovano con i negozi pieni di merce deperibile. Con queste temperature i fiori non possono essere conservati a lungo e, se la situazione dovesse protrarsi, nel giro di pochi giorni saremo costretti a buttare gran parte della merce.
Comprendiamo perfettamente la gravità della situazione ambientale e la necessità di tutelare la salute pubblica. I cittadini sono informati e stanno adottando tutte le precauzioni necessarie. Ci chiediamo però perché a San Felice sia stato chiuso il cimitero mentre nei comuni vicini, come Santa Maria a Vico e Arienzo, strutture analoghe restano aperte.
Nel frattempo continuano regolarmente molte altre attività: cantieri, uffici, bar e servizi. Per questo sarebbe opportuno comprendere meglio i criteri alla base di determinate scelte. La sensazione è che alcune ordinanze finiscano per avere maggiore risalto sui social che effetti realmente proporzionati alla situazione. Servirebbero invece provvedimenti uniformi, chiari e soprattutto accompagnati da attenzione anche verso le categorie economiche che ne subiscono direttamente le conseguenze”. Queste le parole dei fioristi.
Il Presidente Magliulo ha replicato alle affermazioni dei fioristi affermando che tale scelta è stata presa per evitare conseguenze per la salute pubblica, perché l’obbiettivo principale è quello della tutela della salute dei cittadini e fa sapere che l’Ente è al lavoro per costituirsi parte civile per i danni causati dall’incendio e per evitare che incidenti simili accodando nuovamente in futuro. Di seguito la sua dichiarazione:
“La salute dei cittadini è priorità, stiamo lavorando per costituirci parte civile, per i danni ricevuti e fare si che catastrofi del genere non accadono più”

