Incendio Airola, allarme diossine: il dato supera il valore di riferimento. Mascherine FFP2 gratuite

incendio airola

Dopo il rogo nell’area industriale di via Caracciano, ARPAC estende i controlli anche nel Casertano e in Irpinia. Scuole chiuse e mercato annullato

AIROLA. È il dato sulle diossine a riaccendere l’attenzione sull’incendio che da giorni interessa l’area industriale di Airola. Nel primo ciclo di monitoraggio effettuato dall’ARPAC tra il 31 agosto e il 1° settembre, la concentrazione complessiva di diossine, furani e PCB diossina-simili è risultata pari a 0,28 pg/Nm³ I-TEQ, superiore al valore di riferimento di 0,15 pg/Nm³ utilizzato dalla comunità scientifica.

Il risultato arriva dopo il vasto rogo divampato il 31 agosto nel sito di stoccaggio dell’area PIP di via Caracciano, dove erano presenti soprattutto materiali plastici e carta stoccati in balle. Fin dalle prime ore ARPAC ha avviato il monitoraggio degli inquinanti potenzialmente dispersi nell’atmosfera.

Mascherine FFP2 gratuite ad Airola

In attesa dei nuovi dati, ad Airola sono disponibili mascherine FFP2 gratuite presso la sede della Protezione Civile. La distribuzione rappresenta una misura precauzionale per la popolazione, mentre proseguono le attività di monitoraggio ambientale e le indicazioni delle autorità locali.

Il Comune ha inoltre prorogato le misure precauzionali adottate dopo l’incendio. Le disposizioni, compresa la chiusura delle scuole, resteranno in vigore fino a venerdì 4 settembre. È stato inoltre annullato il mercato settimanale previsto per oggi, giovedì 3 settembre, in piazza Caduti di Nassiriya.

Santa Maria a Vico, l’aria preoccupa: nella notte PM10 a 324 microgrammi

 Questa mattina, 3 settembre, arrivano segnalazioni da cittadini di Santa Maria a Vico che descrivono una situazione particolarmente difficile. «Stamattina a Santa Maria a Vico l’aria è irrespirabile», raccontano alcuni residenti, diversi dei quali riferiscono di indossare la mascherina FFP2 come misura precauzionale. Una preoccupazione che si inserisce nel quadro già delicato determinato dall’incendio nell’area industriale di Airola. Santa Maria a Vico è infatti tra i comuni interessati dai controlli aggiuntivi attivati da ARPAC per verificare l’eventuale dispersione degli inquinanti.

ancler incendio airola

grafico dati Ancler

A fotografare l’andamento delle ultime ore ci sono anche i dati della centralina ANCLER. Dopo tre giorni con valori relativamente contenuti, dall’1 settembre il particolato ha iniziato a salire, fino all’impennata registrata durante la scorsa notte. Nelle ultime 24 ore sono stati rilevati picchi di 324 microgrammi per metro cubo di PM10 e 289 microgrammi per metro cubo di PM2,5. La media parziale della giornata del 3 settembre è invece salita a 62,9 µg/m³ per il PM10 e 54 µg/m³ per il PM2,5.

Nelle ultime rilevazioni della mattinata, tuttavia, i valori risultano fortemente ridimensionati rispetto ai picchi notturni. Il dato resta comunque sotto osservazione, mentre proseguono i monitoraggi ambientali nell’area interessata dal rogo di Airola.

La percezione segnalata dai cittadini e i dati della centralina locale rappresentano elementi distinti e non consentono, da soli, di stabilire un collegamento diretto con l’incendio. Saranno i monitoraggi e le analisi degli enti preposti a fornire il quadro ufficiale sulla qualità dell’aria e sull’eventuale presenza di sostanze riconducibili al rogo.

Il monitoraggio si allarga anche al Casertano

La situazione viene seguita anche oltre i confini di Airola. Dopo le prime rilevazioni, ARPAC ha attivato ulteriori campionatori ad alto flusso nei territori di Arienzo, nel Casertano, Bucciano, nel Beneventano, e Rotondi, in provincia di Avellino.

La scelta delle località è stata effettuata anche sulla base della modellistica relativa alla possibile dispersione degli inquinanti in atmosfera. Ad Airola è stato inoltre installato un laboratorio mobile per effettuare misurazioni orarie di diversi inquinanti, tra cui monossido di carbonio, ossidi di azoto, particolato, benzene, toluene e xilene.

La nube e la preoccupazione nei territori vicini

La direzione dei venti continua a rappresentare uno degli elementi seguiti con maggiore attenzione dagli enti impegnati nell’emergenza. Il fumo prodotto dall’incendio ha interessato diversi territori e ha spinto le amministrazioni locali a mantenere alta la prudenza. Anche a Benevento è stato rivolto un invito alla popolazione a utilizzare le mascherine, mentre nei comuni interessati si attende un quadro sempre più completo attraverso i risultati dei campionamenti.

L’ARPAC ha chiarito che gli aggiornamenti sulle analisi saranno pubblicati progressivamente attraverso i propri canali ufficiali.

Agricoltura e allevamenti sotto osservazione a seguito dell’incendio ad Airola

A preoccupare non è soltanto la qualità dell’aria. La Regione Campania ha acceso i riflettori anche sulle possibili ripercussioni dell’incendio su coltivazioni, allevamenti e produzioni agroalimentari delle aree raggiunte dai fumi.

L’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca ha spiegato che l’attenzione riguarda il Sannio e la Valle Caudina, ma anche altri territori dell’Irpinia e la città di Benevento, proprio in relazione alla direzione dei venti. Le eventuali misure a tutela del comparto agricolo saranno valutate sulla base dei dati definitivi e dopo il superamento della fase di emergenza.

Il rogo non è ancora completamente spento

A distanza di tre giorni dall’incendio, le operazioni dei Vigili del Fuoco proseguono nell’area industriale per mettere sotto controllo gli ultimi focolai. L’incendio ha interessato un sito di stoccaggio di rifiuti, con la combustione di materiale plastico e carta. Proprio la natura dei materiali coinvolti ha reso necessario un monitoraggio specifico degli inquinanti dispersi nell’aria.

Attesa per i prossimi risultati ARPAC

Il primo dato sulle diossine rappresenta quindi un elemento importante nell’emergenza, ma non è l’unico parametro sul quale si concentrano gli accertamenti.

Sono attesi i risultati degli ulteriori campionamenti effettuati nei territori individuati sulla base della possibile traiettoria della nube. Nel frattempo, le autorità invitano la popolazione a rispettare le ordinanze e ad adottare le misure precauzionali indicate.

Ad Airola, dunque, l’emergenza non è ancora conclusa. L’attenzione resta concentrata sullo spegnimento definitivo dell’incendio, sulla qualità dell’aria e sui nuovi dati che arriveranno dal monitoraggio ambientale.

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