Le minacce del clan agli scommettitori indebitati: “Gli faccio saltare tutte le zanne dalla bocca”

 

 

CASTEL VOLTURNO/CASAL DI PRINCIPE. «Vedi come devi fare. Vengo ora a Napoli, non mi interessa proprio… Io tengo il problema e i 700 euro me li devi dare per stasera».

 

E ancora.

 

«Chiamalo e dici che gli faccio saltare tutte le zanne dalla bocca. Lo voglio avvisare».

 

Sono alcune delle conversazioni intercettate dagli investigatori della Direzione Investigativa Antimafia nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di 22 misure cautelari e al coinvolgimento complessivo di 39 indagati nei confronti della fazione Russo-Schiavone del clan dei Casalesi.

 

Le frasi, attribuite dagli inquirenti a Costantino Russo, descrivono il clima di intimidazione che, secondo la Procura di Napoli, avrebbe accompagnato la gestione degli affari del sodalizio criminale. Le minacce sarebbero state rivolte soprattutto agli scommettitori che non rispettavano le scadenze dei debiti contratti con il circuito illegale gestito dall’organizzazione.

 

Secondo la ricostruzione investigativa, il clan avrebbe ormai trasferito gran parte dei propri interessi economici nel settore delle scommesse e del gioco d’azzardo, sfruttando piattaforme online, sale dedicate e attività commerciali apparentemente lecite. Dietro l’immagine di imprese regolari, però, sarebbe rimasto immutato il metodo mafioso, fatto di intimidazioni, violenze e controllo del territorio.

 

Gli investigatori ritengono che al vertice della fazione si fossero collocati Costantino Russo e il fratello Nohak Russo, con quest’ultimo impegnato soprattutto nella gestione delle attività commerciali riconducibili al gruppo.

 

Un ruolo di primo piano sarebbe stato svolto anche da Raffaele Letizia, ritenuto il collegamento tra le famiglie Russo e Schiavone, da Vincenzo Galiero, indicato come il principale collaboratore di Costantino Russo e responsabile della contabilità e della gestione dei locali utilizzati per il riciclaggio del denaro, e da Aniello Natale, che avrebbe garantito la riservatezza delle comunicazioni tra il presunto reggente e gli affiliati rimasti in libertà.

 

L’inchiesta documenta come il cosiddetto “Area 51” di Castel Volturno rappresentasse uno dei principali punti di riferimento per il sistema delle scommesse clandestine. Qui, secondo gli investigatori, oltre alle puntate venivano concessi prestiti agli scommettitori. Chi non restituiva il denaro nei tempi stabiliti sarebbe stato raggiunto da minacce sempre più pesanti, fino al ricorso alla violenza fisica.

 

Il blitz della DIA e della Guardia di Finanza ha portato anche al sequestro di un patrimonio superiore ai due milioni di euro tra società, immobili, veicoli e attività commerciali ritenute riconducibili al gruppo.

 

Come ricordato dalla Procura, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e tutti gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino all’eventuale sentenza definitiva.

 

 

 

Tutti i 39 indagati e le misure applicate

 

Costantino Russo (1990), Napoli – custodia cautelare in carcere

 

Nohak Russo (2003), Castel Volturno – custodia cautelare in carcere

 

Maria Antonietta Tonziello (1968), Napoli – indagata a piede libero

 

Raffaele Letizia (1969), Casal di Principe – custodia cautelare in carcere

 

Vincenzo Galiero (1983), Napoli – custodia cautelare in carcere

 

Aniello Natale (1987), Aversa – custodia cautelare in carcere

 

Danilo Bennato (1997), Castel Volturno – indagato a piede libero

 

Luca Bennato (2000), Castel Volturno – obbligo di presentazione alla P.G.

 

Rubina Elvira Iannella (1989), Napoli – obbligo di presentazione alla P.G.

 

Antonio Vaccaro (1964), Napoli – custodia cautelare in carcere

 

Vincenzo Vaccaro (1979), Napoli – indagato a piede libero

 

Guglielmo D’Aniello (1984), Napoli – custodia cautelare in carcere

 

Antonio Gargiulo (1968), Napoli – indagato a piede libero

 

Edoardo Pardo (2000), Napoli – obbligo di presentazione alla P.G.

 

Giuseppe Mennillo (1979), Napoli – indagato a piede libero

 

Michele Carrozzoli (1959), Villa di Briano – custodia cautelare in carcere

 

Salvatore Mercadante (1989), Napoli – indagato a piede libero

 

Marco Riccardo (1974), Ivrea – indagato a piede libero

 

Ettore Lingetti (1958), Napoli – custodia cautelare in carcere

 

Pier Paolo Improta (1966), Napoli – indagato a piede libero

 

Maria Rosa Cristiano (1966), Parete – obbligo di presentazione alla P.G.

 

Antonio Nocera (2001), Napoli – obbligo di presentazione alla P.G.

 

Cesare Tavoletta (1980), Napoli – obbligo di presentazione alla P.G.

 

Raffaele Parascandolo (1986), Napoli – custodia cautelare in carcere

 

Sabrina Parascandolo (1992), Napoli – obbligo di presentazione alla P.G.

 

Ciro Castaldo (1970), Napoli – indagato a piede libero

 

Gianluigi Tonziello (1984), Napoli – obbligo di presentazione alla P.G.

 

Anna Natale (1996), Aversa – obbligo di presentazione alla P.G.

 

Raffaellina Piazza (1969), Casal di Principe – obbligo di presentazione alla P.G.

 

Abedin Ponari (1982), Albania – custodia cautelare in carcere

 

Oreste Schiavone (1993), Caserta – obbligo di presentazione alla P.G.

 

Rosa Capano (1990), Napoli – indagata a piede libero

 

Salvatore Laricchio (1990), Napoli – indagato a piede libero

 

Danilo D’Auria (1975), Napoli – indagato a piede libero

 

Fabio Fortunato (1993), Napoli – indagato a piede libero

 

Bonaventura Gravante (1978), Capua – indagato a piede libero

 

Patrizia Stabile (1969), Napoli – indagata a piede libero

 

Costantino Migliaccio (1978), Napoli – custodia cautelare in carcere

 

Antonio Siano (1972), Napoli – indagato a piede libero

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