
Portico di Caserta. La festa patronale di San Pietro Apostolo si è conclusa domenica sera. Una ricorrenza che, per tradizione, rappresenta uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità di Portico di Caserta, non solo sotto il profilo religioso ma anche sotto quello civile e sociale.
Le aspettative erano alte
Quest’anno, però, resta la sensazione che si potesse e si dovesse fare molto di più.
Ed è una considerazione che nasce non da un giudizio politico, ma dalle aspettative che si erano create negli ultimi mesi.
Durante la campagna elettorale, infatti, della festa patronale e delle tradizioni si era parlato più volte, alimentando l’idea che il nuovo corso amministrativo avrebbe dato un segnale forte già in occasione del primo grande appuntamento cittadino. Quel segnale, oggettivamente, non è arrivato. Le giostre non sono state il massimo, il cartellone degli eventi non è apparso particolarmente attrattivo e, nel complesso, è mancato quell’effetto sorpresa che molti cittadini si aspettavano.
Una festa patronale dovrebbe rappresentare il biglietto da visita dell’estate cittadina, il momento capace di richiamare persone anche dai paesi limitrofi.
Stavolta, invece, è rimasta la sensazione di un’occasione soltanto parzialmente sfruttata. La giustificazione del poco tempo a disposizione convince fino a un certo punto.
Delle tradizioni se ne era parlato anche in campagna elettorale
È vero che la nuova amministrazione si è insediata da poche settimane. Ma è altrettanto vero che della festa si parlava già prima delle elezioni e che la sua organizzazione era ampiamente prevedibile.
Per questo motivo, il fattore tempo non può rappresentare l’unica spiegazione. La sensazione è che l’entusiasmo della vittoria elettorale non si sia ancora tradotto in una macchina organizzativa pienamente efficace.
Naturalmente nessuno pretende miracoli dopo poche settimane di amministrazione. Sarebbe ingiusto. Ma è altrettanto giusto osservare che la prima grande prova pubblica dell’esecutivo Cristillo non ha lasciato il segno che molti immaginavano.
Inspiegabile l’aggressività dei messaggi di Cristillo
A far discutere è stato anche il messaggio pubblicato dal sindaco Cosimo Cristillo in occasione della consegna simbolica delle chiavi della città al santo patrono. Le prime righe del post erano dedicate al valore religioso della cerimonia, definita “un gesto antico, carico di fede e di significato”.
Da quel momento, però, il testo ha rapidamente cambiato tono, trasformandosi in una lunga riflessione amministrativa sulle criticità ereditate dalla precedente gestione. Ma perchè tutta questa aggressività?
Nel messaggio si parla di procedure da ricostruire, documenti da recuperare, ritardi accumulati, emergenza rifiuti, scuole, contenziosi, isola ecologica e altri problemi che l’amministrazione sostiene di aver trovato al momento dell’insediamento. Fin qui, nulla di anomalo. È legittimo che un sindaco informi i cittadini sullo stato della macchina comunale, poteva fare un’altra comunicazione spuria dal valore simbolico della festa.
Quello che lascia perplessi è il finale del post. Le espressioni rivolte all’opposizione – dai riferimenti a chi “continua a parlare e registrare video” fino all’affermazione secondo cui “le telecamere raccontano le parole, gli atti raccontano i fatti” e alla conclusione in cui si sostiene che qualcuno dovrà dimostrare di saper fare opposizione meglio di quanto abbia saputo amministrare – riportano inevitabilmente il dibattito sul terreno dello scontro politico.
La campagna elettorale è finita
Ed è proprio questo il punto. La campagna elettorale è finita. Le elezioni sono ormai alle spalle e Portico oggi ha bisogno soprattutto di un clima istituzionale diverso, più sereno e orientato alla costruzione che alla contrapposizione permanente. È comprensibile che, nelle prime settimane di mandato, un’amministrazione voglia spiegare le difficoltà incontrate. È normale che emergano criticità e che si illustrino ai cittadini le condizioni di partenza. Diverso, però, è continuare ad accompagnare ogni comunicazione con riferimenti, anche velati, alla precedente amministrazione. Alla lunga, questo rischio potrebbe trasformarsi in un limite comunicativo.
Anche perché saranno inevitabilmente i risultati a determinare il giudizio dei cittadini. Un altro passaggio merita una riflessione. Nel post si definisce la consegna delle chiavi come “un gesto antico”. È una tradizione certamente consolidata nella simbologia religiosa, ma va ricordato che anche lo scorso anno le chiavi della città furono acquistate e consegnate al patrono dall’amministrazione guidata dall’ex sindaco Oliviero. Non si tratta, quindi, di una novità introdotta quest’anno, né di un rito riscoperto dopo anni di assenza. Per questo motivo sarebbe opportuno evitare di trasformare anche i simboli della comunità in elementi di contrapposizione politica.
Le tradizioni appartengono ai cittadini e non alle maggioranze
Le tradizioni appartengono ai cittadini, non alle maggioranze che si alternano alla guida del Comune. L’impressione complessiva è che il sindaco Cristillo conservi ancora il tono combattivo mostrato durante la campagna elettorale e nei comizi che hanno caratterizzato gli ultimi mesi. È un atteggiamento comprensibile dopo una competizione elettorale intensa, ma governare richiede inevitabilmente un cambio di passo. La città oggi attende soprattutto risposte concrete, servizi migliori, opere completate e appuntamenti pubblici all’altezza delle aspettative.
La festa di San Pietro rappresentava il primo banco di prova. Il bilancio, al netto dell’importanza religiosa della ricorrenza e dell’impegno profuso dagli organizzatori delle celebrazioni liturgiche, appare al di sotto delle aspettative che si erano create. Non è una bocciatura definitiva. Sarebbe prematuro. È però un invito a cambiare approccio. Perché l’effetto campagna elettorale sembra già essersi esaurito. Adesso i cittadini chiedono soprattutto amministrazione, programmazione e risultati. Le polemiche possono occupare qualche post sui social. Sono i fatti, invece, a costruire la fiducia di una comunità. A quando il primo evento in piazza Berlinguer? Questo sarebbe gradito sapere.

