Fortunato, 14 anni senza assistenza: il grido della madre arriva in Regione

San Felice a Cancello. La vicenda di Fortunato, il ragazzo di 14 anni di San Felice a Cancello affetto da disturbo dello spettro autistico, arriva anche all’attenzione del Consiglio regionale della Campania. Dopo settimane di appelli e denunce da parte della famiglia, ieri mattina la madre del ragazzo, Antonella Morgillo, è intervenuta davanti alla chiesa della frazione Cave ai microfoni di Canale 21, nel corso di uno speciale dedicato alle difficoltà vissute dalle famiglie dei bambini e dei ragazzi con autismo.

Con grande emozione, la donna ha raccontato le conseguenze che il criterio amministrativo del cosiddetto vincolo 80/20, in vigore da diversi anni nella programmazione dei servizi riabilitativi, sta producendo sui percorsi terapeutici di numerosi minori campani, tra cui quello del figlio Fortunato. Proprio a causa dell’applicazione di questo criterio, il quattordicenne è fermo da oltre un anno, senza poter proseguire il percorso terapeutico intrapreso. Una situazione che, secondo la famiglia e numerose associazioni, rischia di compromettere i risultati raggiunti nel tempo grazie alla continuità riabilitativa. Il caso del giovane di San Felice a Cancello è diventato uno dei simboli della protesta che in queste settimane sta coinvolgendo genitori, operatori sanitari e associazioni impegnate nel settore della disabilità. Proprio nelle ultime ore è arrivato anche un importante riscontro istituzionale.

L’iniziativa

La consigliera regionale Michela Rostan ha infatti depositato una mozione al Consiglio regionale della Campania chiedendo interventi urgenti per la tutela delle persone con disturbo dello spettro autistico e il superamento del vincolo amministrativo 80/20. Nel documento la consigliera evidenzia come numerose segnalazioni provenienti dalle famiglie e dagli operatori sanitari mettano in luce il concreto rischio di interruzione dei percorsi riabilitativi. Secondo la mozione, l’applicazione rigida del criterio potrebbe determinare disuguaglianze territoriali e compromettere i principi di appropriatezza, continuità e personalizzazione delle cure previsti dalla normativa nazionale, dai LEA e dalle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità.

La proposta impegna la Giunta regionale ad avviare una revisione normativa finalizzata al superamento del vincolo 80/20, garantendo la continuità terapeutica dei pazienti già in trattamento e prevedendo criteri di accesso ai servizi basati esclusivamente sui bisogni clinici e sui progetti terapeutici individualizzati. Tra gli obiettivi indicati figurano anche l’adozione di un sistema uniforme su tutto il territorio regionale e il coinvolgimento delle associazioni delle famiglie, degli operatori sanitari e del Terzo Settore nella definizione delle nuove linee di programmazione.

Ennesimo appello

L’intervento televisivo di Antonella Morgillo rappresenta l’ennesimo appello rivolto alle istituzioni affinché nessun ragazzo venga privato del proprio percorso terapeutico. Una richiesta che trova ora eco anche nelle sedi istituzionali regionali, dove si apre il confronto sulla necessità di rivedere una misura che, secondo le famiglie, continua a produrre effetti pesanti sulla vita di tanti bambini e adolescenti con autismo.

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