Falsi certificati per pensioni di invalidità: stop a 3 professionisti del Caf

CASAL DI PRINCIPE. Nuovo sviluppo nell’inchiesta sui falsi certificati per le pensioni di invalidità coordinata dalla Procura di Napoli Nord. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, Pia Sordetti, ha disposto una misura interdittiva nei confronti di tre professionisti legati a un Caf di Casal di Principe, vietando loro per dodici mesi di svolgere attività di assistenza fiscale e giudiziaria nell’ambito di Caf e strutture analoghe.

Il provvedimento riguarda Vincenzo Simeone, ex consigliere comunale e ritenuto dagli inquirenti il gestore di fatto del Caf, Iolanda Di Caterino, legale rappresentante del patronato dell’associazione “Lega Comunale Uila” di Casal di Principe, e Gianluca Simeone, collaboratore del primo.

L’inchiesta coinvolge complessivamente altre 22 persone. Per queste ultime, però, il gip non ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza necessari per applicare misure cautelari.

L’indagine è nata dopo la segnalazione di uno specialista in Ortopedia nominato consulente tecnico d’ufficio in alcuni procedimenti. Il medico ha scoperto l’esistenza di referti apparentemente firmati da lui, ma che ha immediatamente disconosciuto. Analoga situazione è stata riscontrata anche per documenti attribuiti a un altro specialista, il quale ha confermato di non averli mai redatti.

L’indagine: 234 fascicoli nel mirino

La vicenda è stata quindi segnalata al presidente della Sezione Lavoro del Tribunale di Napoli Nord, Matilde Pezzullo, che ha trasmesso gli atti alla Procura. Da quel momento sono partite le indagini affidate alla Guardia di Finanza.

Gli investigatori hanno esaminato 234 fascicoli relativi a ricorsi presentati dagli avvocati Andrea Cantiello, Antonio Cantile e Giuseppe Fabozzi, anch’essi indagati. Nei loro confronti, tuttavia, il giudice ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura.

Secondo l’ipotesi accusatoria, all’interno del Caf sarebbero stati alterati certificati medici per attestare patologie inesistenti o più gravi, così da ottenere le pensioni e le prestazioni economiche riconosciute dall’Inps. Gli investigatori ipotizzano inoltre un accordo tra i responsabili del Caf, alcuni avvocati e consulenti tecnici nominati dal tribunale per favorire il riconoscimento dei benefici previdenziali.

Tutti gli indagati restano presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. La loro difesa è affidata agli avvocati Vittorio Guadalupi, Maurizio Abbate, Giovanni Cantelli, Michele Cantelli, Generoso Grasso, Alfonso Quarto, Raffaele Costanzo e Fabio Della Corte.

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