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Intelligenza artificiale, la sfida dei commercialisti di Napoli Nord

AVERS.  “L’intelligenza artificiale non sostituirà il commercialista, ma renderà più competitivo il professionista capace di utilizzarla in modo consapevole e corretto. Per questo il nostro Ordine ha voluto promuovere un percorso formativo che offre strumenti concreti per affrontare una trasformazione destinata a incidere profondamente sull’organizzazione degli studi professionali e sul rapporto con clienti e pubblica amministrazione”. Con queste parole Francesco Corbello, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, ha aperto il nuovo percorso formativo dedicato all’intelligenza artificiale applicata alla professione dei dottori commercialisti.

“L’obiettivo è aiutare i colleghi a governare questa innovazione, superando un utilizzo occasionale o improvvisato dell’intelligenza artificiale. Il corso – ha spiegato Corbello – affronta le principali aree della professione, dalla revisione agli enti locali, fino alla crisi d’impresa e agli aspetti legati alla compliance e alla trasparenza verso i clienti, affinché i commercialisti possano acquisire piena consapevolezza delle potenzialità e delle responsabilità connesse all’utilizzo di questi strumenti”.

Il progetto formativo nasce in collaborazione con la Fondazione Nazionale Commercialisti – Ricerca e Formazione e prevede sette webinar specialistici che partiranno nei prossimi giorni sulla piattaforma Concerto.

Secondo Rosa D’Angiolella, consigliera nazionale dei commercialisti, “l’intelligenza artificiale rappresenta la vera sfida per il futuro della professione. È una rivoluzione cognitiva e culturale che cambia profondamente il modo di lavorare dei commercialisti. Oggi l’amministrazione finanziaria utilizza già questi strumenti e dispone di enormi quantità di dati per effettuare analisi sempre più sofisticate. I professionisti non possono permettersi di restare indietro”.

Sulla necessità di un approccio concreto e operativo si è soffermato Robert Braga, commercialista e docente di revisione legale digitale all’Università del Piemonte Orientale: “L’intelligenza artificiale va testata sul campo. Bisogna utilizzarla, investire nella formazione e coinvolgere anche collaboratori e dipendenti degli studi professionali. L’output dipende sempre dalla qualità delle domande che poniamo: più il quesito è preciso, più il risultato sarà utile. Ma non dobbiamo mai rinunciare al nostro spirito critico e professionale: il commercialista deve verificare sempre ciò che l’intelligenza artificiale produce”.

Tommaso Di Nardo, coordinatore dell’Area Economico-Statistica della Fondazione Nazionale Commercialisti – Ricerca, ha evidenziato come il cambiamento sia ormai irreversibile: “Gli studi professionali stanno iniziando ad organizzarsi per recepire questa grande innovazione tecnologica, ma c’è ancora molto da fare. Il percorso elaborato con l’Ordine di Napoli Nord è molto articolato e affronta tutti gli aspetti principali della professione: dalla crisi d’impresa alla revisione, agli aspetti normativi all’organizzazione dello studio fino alla fiscalità”.

L’iniziativa conferma la crescente attenzione del mondo dei commercialisti verso l’intelligenza artificiale, considerata sempre più uno strumento destinato a trasformare l’attività professionale e il rapporto con imprese, cittadini e pubblica amministrazione.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti Rosita D’Angiolella, vice capo del Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei ministri, Fabrizio Escheri, consigliere del Cndcec e Massimiliano Lencioni, consigliere della FNC Formazione con delega all’innovazione e digitalizzazione degli studi professionali.

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