
Valle Caudina/Valle di Suessola. Si chiude con tredici condanne e quattro assoluzioni il processo nato dall’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e condotta dai carabinieri della compagnia di Montesarchio, che nell’ottobre 2023 portò all’esecuzione di numerose misure cautelari tra il Sannio e la Valle Caudina.

La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale collegiale presieduto da Pezza, con i giudici a latere Telaro e Lignelli, nei confronti di diciassette imputati. Altre nove persone coinvolte nella stessa inchiesta erano già state giudicate con rito abbreviato e, in sette casi, in appello si era arrivati al concordato.
Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo camorristico, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, danneggiamento, detenzione illegale di armi e materiale esplodente, con l’aggravante del metodo mafioso.
Secondo la ricostruzione della Dda, l’organizzazione avrebbe gestito attività di spaccio ed esercitato pressioni estorsive nei confronti di imprenditori, in particolare del settore edilizio, operanti tra Sant’Agata de’ Goti, Airola e Caserta. Le indagini si sono sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, immagini di videosorveglianza e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, elementi che per gli inquirenti avrebbero consentito di delineare l’operatività del clan Pagnozzi e delle sue articolazioni sul territorio.
Le condanne
Il Tribunale ha condannato:
- Antonietta Abenante, di Sant’Agata de’ Goti: 3 anni;
- Luigi Bisesto, di Sant’Agata de’ Goti: 24 anni; FOTO
- Raffaele Cesare, di Dugenta: 20 anni;
- Rinaldo Clemente, di San Martino Valle Caudina: 16 anni;
- Giovanni Coletta, di Montesarchio: 8 anni;
- Pasquale Landolfo, di Frattamaggiore: 10 anni;
- Pietro Luciano, di Bonea: 8 anni;
- Maria Antonia Lupo, di Bonea: 5 anni;
- Pietrantonio Mango, di Moiano: 17 anni;
- Salvatore Meccariello, di Moiano: 5 anni;
- Domenico Nuzzo, di Santa Maria a Vico: 24 anni; FOTO
- Massimo Oropallo, di Moiano: 17 anni;
- Roberto Rizzo, di Napoli: 3 anni, con assoluzione dall’accusa di minaccia aggravata perché il fatto non sussiste.
Le assoluzioni
Assolti invece con formula piena “per non aver commesso il fatto”:
- Fiore Clemente, di San Martino Valle Caudina;
- Mario Razzano, di Sant’Agata de’ Goti;
- Antonio Saturnino, di Sant’Agata de’ Goti;
- Umberto Vitagliano, di San Martino Valle Caudina.
Per Fiore Clemente e Umberto Vitagliano il collegio ha disposto anche la cessazione della misura cautelare.
La lettura della sentenza ha provocato momenti di tensione in aula, con applausi e urla da parte dei familiari degli imputati assolti, successivamente allontanati.
Nel corso della requisitoria il pubblico ministero della Dda Luigi Landolfi aveva chiesto la condanna di tutti i diciassette imputati, con pene complessivamente più severe rispetto a quelle poi inflitte dal Tribunale.
Il pm della Dda Luigi Landolfi, che oggi la Quinta Commissione del Csm ha proposto all’unanimità come procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere, aveva richiesto 17 condanne. Queste, in particolare, le pene indicate: 15 anni ad Abenante; 26 anni a Bisesto; 24 anni a Cesare; 26 anni a Fiore Clemente; 20 anni a Rinaldo Clemente; 16 anni a Coletta; 15 anni a Landolfo; 18 anni a Luciano; 15 anni a Lupo; 18 anni a Mango; 15 anni a Meccariello; 21 anni a Domenico Nuzzo e Oropallo; 15 anni a Razzano; 8 anni a Rizzo; 12 anni a Saturnino; 20 anni a Vitagliano.
Quattro le parti offese, una delle quali si è costituita parte civile con l’avvocato Raffaele Tecce.
Nel mirino degli inquirenti figurano alcune estorsioni, anche solo tentate, ai danni di titolari di imprese edili tra Sant’Agata, Airola e Caserta, oltre al capitolo legato agli stupefacenti. L’inchiesta, supportata da intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, oltre che da immagini di videosorveglianza e dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ritiene di aver complessivamente ricostruito le modalità operative del clan Pagnozzi e le sue ramificazioni in Valle Caudina.
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