
Marcianise. Nella notte appena trascorsa, la città di Marcianise è stata nuovamente teatro di un episodio criminoso che, per modalità esecutive e perizia tecnica, sembra inscriversi in quella inquietante scia di furti seriali che, negli ultimi giorni, sta colpendo con crescente frequenza gli esercizi commerciali del territorio.
A essere preso di mira, questa volta, è stato un noto negozio di articoli sportivi sito in via Madonna della Libera, Moretta Sport, dove ignoti malviventi hanno agito con rapidità chirurgica, consumando il colpo — secondo le prime ricostruzioni — intorno alle ore 00:20. Un’azione fulminea, protrattasi per pochi minuti appena, ma sufficiente a provocare un danno economico che, sebbene ancora in fase di precisa quantificazione, sembrerebbe già superare abbondantemente i 5.000 euro, ai quali andranno inevitabilmente sommati i costi derivanti dall’effrazione e dal ripristino delle strutture danneggiate.
Il colpo
Secondo le prime verifiche effettuate dai titolari dell’attività commerciale, i ladri sarebbero riusciti ad asportare circa un centinaio di tute sportive di marchi prestigiosi, oltre ad alcuni modelli di calzature di fascia alta. Non sarebbe mancato, inoltre, il consueto trafugamento del cassetto del registratore di cassa, dettaglio che rafforza l’ipotesi investigativa secondo cui il furto possa essere riconducibile allo stesso circuito criminale responsabile dei plurimi episodi verificatisi recentemente nel comprensorio marcianisano.
La banda
Determinanti, ai fini investigativi, potrebbero rivelarsi le immagini estrapolate dagli impianti di videosorveglianza. Dai filmati sembrerebbero infatti emergere tre figure maschili: due con il volto travisato da passamontagna e una terza, rimasta all’esterno con il viso scoperto, presumibilmente con funzioni di controllo e copertura. Ancora più rilevante appare il fatto che le telecamere avrebbero immortalato persino il numero di targa dell’autovettura utilizzata per la consumazione del reato. Circostanza che, tuttavia, gli inquirenti valutano con prudenza, poiché non si esclude che il veicolo possa risultare rubato o clonatosi appositamente per operazioni delittuose di tale natura, secondo una prassi ormai tristemente consolidata nel panorama della criminalità predatoria organizzata.
Ma ciò che maggiormente colpisce investigatori e tecnici intervenuti sul posto è la sofisticata metodologia utilizzata per violare gli infissi del locale commerciale. Una dinamica che trascende il mero atto vandalico e lascia intravedere competenze tecniche di livello non comune.
L’effrazione
Accanto al vetro interessato dall’effrazione sono state rinvenute numerose lame di taglierino, oltre a un frammento di alluminio di circa sei centimetri. Gli elementi raccolti farebbero ritenere che i malviventi abbiano introdotto le lame nella sottilissima intersezione tra il vetro e il profilo metallico dell’infisso, esercitando una pressione calibrata tale da provocarne la curvatura. Attraverso questa operazione, le lame avrebbero agito direttamente sui binari a incastro delle bacchette laterali “ferma-vetro”, superando la guaina in gomma e inducendo il meccanismo di sgancio delle stesse.
Una manovra di elevata precisione, compiuta — dettaglio non secondario — senza produrre alcuna ammaccatura visibile sul profilo in alluminio. Una circostanza che starebbe orientando gli investigatori verso ambienti composti da soggetti dotati di specifiche competenze nella lavorazione e installazione di infissi metallici, restringendo così il perimetro delle indagini a figure professionali in possesso di conoscenze tecniche altamente specialistiche.
“Di Lupin al mondo uno ce n’è”, verrebbe da osservare con amara ironia. Eppure, a giudicare dalla disinvoltura operativa e dalla raffinatezza esecutiva dimostrata in quest’ennesimo colpo, sembrerebbe quasi che la sua scuola si sia trasformata in una vera e propria università del furto. Una definizione che, lungi dall’essere mera iperbole giornalistica, pare trovare concreta conferma nella spregiudicata competenza con cui i responsabili hanno agito, lasciando dietro di sé pochissime tracce e una sensazione crescente di vulnerabilità nel tessuto commerciale cittadino.

