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Fede, prudenza e indagini: il caso Padre Pio approda a Capua

A Macerata Campania il clima attorno al presunto caso di lacrimazione della statua di Padre Pio resta improntato alla massima prudenza. Nel quartiere di Casalba, davanti alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, non si sono registrati pellegrinaggi di massa né scene di fanatismo religioso. A rompere la quiete solo giornalisti e troupe televisive arrivati per raccontare la vicenda che, negli ultimi giorni, ha attirato l’attenzione ben oltre i confini cittadini.

Da lunedì la statua è stata trasferita a Capua, dove resterà custodita in attesa degli accertamenti disposti dall’Arcidiocesi. La decisione è stata presa per evitare speculazioni e consentire verifiche accurate secondo i protocolli stabiliti dal Dicastero per la Dottrina della Fede. Una commissione tecnica composta da esperti analizzerà la natura della sostanza fuoriuscita dagli occhi dell’effige e controllerà eventuali anomalie strutturali della statua.

Sul caso è intervenuto il parroco don Girolamo Capuano, che ha parlato di un possibile «segno del cielo», pur mantenendo una linea prudente e distinguendo la propria sensibilità personale dall’indagine ufficiale della Chiesa. Il sacerdote ha spiegato di aver esaminato attentamente le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza installate all’esterno della chiesa, sostenendo di non aver riscontrato alcuna manomissione.

La comunità locale, tuttavia, ricorda episodi analoghi già avvenuti in passato. Nel 2018 una statuetta della Madonna nel cimitero di Caturano sembrò lacrimare, richiamando centinaia di fedeli. In quel caso gli accertamenti stabilirono che il fenomeno era stato causato da infiltrazioni d’acqua nella struttura in vetroresina.

L’iter previsto oggi dalla Chiesa, alla luce delle direttive introdotte dal Vaticano nel 2024, non punta più a proclamare ufficialmente un miracolo, ma a verificare la correttezza dottrinale dell’evento e i suoi effetti pastorali sui fedeli. Al termine delle indagini, l’Arcidiocesi invierà una relazione al Dicastero romano, che dovrà esprimersi prima di qualsiasi pronunciamento ufficiale.

Intanto don Girolamo invita a guardare soprattutto all’aspetto spirituale della vicenda: «Al di là dell’esito degli accertamenti, resta il fatto che tante persone si sono riavvicinate alla fede e alla preghiera».

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