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Faida tra clan, verdetto per 4

 

San Cipriano d’Aversa. Nuovo verdetto nel processo d’Appello per l’omicidio di Domenico Cioffo, consumato il primo febbraio del 1995 a San Cipriano d’Aversa durante gli anni più sanguinosi della guerra tra clan nel Casertano. La seconda sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli, presieduta dal giudice Vittorio Medito con a latere Davide Di Stasio, ha emesso quattro condanne e un’assoluzione, modificando in parte la sentenza pronunciata in primo grado.

Il ribaltamento più significativo riguarda Vincenzo Zagaria, assolto con la formula “per non aver commesso il fatto”. In primo grado era stato condannato a 30 anni di carcere. La Corte ha invece confermato le pene a 30 anni di reclusione nei confronti di Walter Schiavone e di Raffaele Diana, conosciuto come “Rafilotto”.

Condanna a 10 anni di reclusione, inoltre, per i collaboratori di giustizia Giuseppe Misso e Nicola Panaro, coinvolti nell’inchiesta sul delitto maturato nell’ambito della storica contrapposizione tra il clan dei Casalesi, guidato all’epoca da Francesco Schiavone detto Sandokan, e il gruppo dei Quadrano.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Domenico Cioffo sarebbe stato ritenuto vicino ai Quadrano e per questo finì nel mirino del commando armato. Le indagini hanno fatto emergere anche il presunto supporto logistico offerto da Francesco Compagnone, accusato di aver messo a disposizione per diversi giorni la propria abitazione di San Cipriano d’Aversa. In quella casa, secondo l’accusa, sarebbero state custodite le armi utilizzate per l’agguato e parcheggiata l’auto usata dai killer, poi fatta sparire dopo l’omicidio.

Compagnone era già stato condannato in primo grado dalla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere a 28 anni di reclusione.

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