
Arienzo. «Arienzo oggi si trova davanti a un bivio storico» e non può più permettersi di osservare quanto accaduto «attraverso la lente del rancore o del tifo politico». È uno dei passaggi centrali del duro manifesto diffuso stamani dal gruppo politico “L’Altra Scelta”, guidato da Mattia Vigliotti, che sarebbe stato il candidato sindaco alle amministrative contro Giuseppe Guida, se non ci fosse stato lo scioglimento del Comune di Arienzo per infiltrazioni camorristiche disposto dal Ministero dell’Interno a pochi giorni dalla presentazione delle liste.
Nel documento, Vigliotti rivendica la posizione assunta dal suo gruppo già nei mesi precedenti allo scioglimento dell’ente. «Quando, nel maggio 2025, emersero i primi segnali di una grave crisi giudiziaria che coinvolgeva il vertice del nostro Comune, il nostro appello alle dimissioni non rappresentò un atto di sciacallaggio politico, ma un estremo tentativo di tutela nei confronti del paese», si legge nel manifesto.
Secondo “L’Altra Scelta”, quella richiesta sarebbe stata ignorata dall’amministrazione nonostante il progressivo aggravarsi della situazione politica e giudiziaria. «Purtroppo, quella richiesta rimase inascoltata e assistemmo a una gestione che tentò di normalizzare ciò che normale non era», afferma il testo.
Vigliotti ricorda poi come, dopo la richiesta di misura cautelare nei confronti dell’allora sindaco, il gruppo tornò a chiedere le dimissioni del primo cittadino e dell’intero Consiglio comunale. «La risposta fu sempre la stessa: “Va tutto bene, si continua”», attacca il manifesto, accusando la maggioranza di avere minimizzato quanto stava accadendo.
Particolarmente duro anche il passaggio dedicato alla difesa politica dell’ex sindaco da parte di alcuni consiglieri comunali. «Dimenticando, però, che chi amministra ha il dovere di proteggere i cittadini, le istituzioni e il buon nome della comunità, non una singola persona», scrive Vigliotti.
Nel documento viene ricordata anche l’istituzione della Commissione d’accesso prefettizia, che secondo il leader de “L’Altra Scelta” sarebbe stata inizialmente sminuita dalla maggioranza. «Qualcuno ironizzava persino sul fatto che fossero venuti in Comune “a prendere il caffè”. Ma, dopo sei mesi di verifiche e accertamenti, è arrivato il duro scontro con la realtà: il decreto di scioglimento per infiltrazioni camorristiche».
Il manifesto definisce quanto accaduto «l’epilogo di una gestione politica fallimentare» e parla apertamente di «fallimento amministrativo, etico e civile». Per Vigliotti, «lo Stato non è un nemico che complotta contro i cittadini, ma un garante della legalità» e lo scioglimento del Comune «non è un errore burocratico né una coincidenza politica».
Respinta ogni ricostruzione vittimistica
Nel finale, il leader de “L’Altra Scelta” respinge ogni ricostruzione vittimistica della vicenda: «Arienzo non è vittima dello Stato. Arienzo è stata vittima di una visione politica che ha confuso il bene pubblico con l’interesse di pochi». Da qui l’appello conclusivo alla cittadinanza: «È tempo di abbandonare i vittimismi di facciata e guardare finalmente in faccia la realtà. Solo attraverso la verità, la legalità e il rispetto delle regole potremo costruire insieme un nuovo inizio».

