
Marcianise/Villa di Briano. Nuovo sviluppo nell’inchiesta sui presunti “diplomifici” tra le province di Napoli e Caserta. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha infatti annullato la misura interdittiva della sospensione dall’insegnamento nei confronti di due docenti finite al centro dell’indagine coordinata dalla Procura di Napoli Nord.
Il provvedimento riguarda Annunziata Zippo, 27 anni di Villa di Briano, e Teresa Lener, 28enne residente a Marcianise. Le due insegnanti, difese dall’avvocato Giovanni De Vivo, erano state raggiunte dalla misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli Nord, Caterina Anna Arpino. L’ottava sezione del Riesame ha però accolto le istanze della difesa, disponendo l’annullamento della sospensione dall’attività professionale.
L’inchiesta, condotta dai carabinieri della compagnia di Caivano, ruota attorno alle attività dell’istituto parificato “Padre Lanzano” e del centro di formazione professionale “Isep School”, operanti tra Crispano e Caivano. Secondo gli investigatori, all’interno delle strutture sarebbero stati alterati registri scolastici, presenze e valutazioni per consentire a numerosi studenti di ottenere titoli di studio senza aver realmente frequentato le lezioni.
Tra gli elementi contestati figurano anche presunte attestazioni false relative all’assolvimento dell’obbligo scolastico, con conseguenze pesanti sul percorso formativo di molti ragazzi, diversi dei quali provenienti anche dal Casertano.
Gli inquirenti ipotizzano inoltre l’esistenza di accordi economici illeciti tra le due strutture scolastiche, con riduzioni sulle rette, trasferimenti concordati di studenti e presunti episodi corruttivi finalizzati al rilascio di diplomi in cambio di denaro. Nell’inchiesta compaiono anche accuse di induzione indebita che avrebbero coinvolto appartenenti alla polizia municipale e dipendenti del centro di formazione.
Per la Procura, ai vertici del sistema ci sarebbero Vincenzo e Walter Cennamo per il “Padre Lanzano” e Giuseppe e Salvatore Daino per l’Isep School, con il supporto, secondo l’accusa, di altri docenti, collaboratori e addetti amministrativi. Contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, corruzione, falso, depistaggio e induzione indebita.
La Procura aveva inizialmente chiesto misure più pesanti per 28 persone coinvolte nell’indagine, richiesta poi non accolta dal gip che aveva optato per provvedimenti interdittivi.

