
Capodrise. Le polemiche sul dissesto finanziario del Comune di Capodrise continuano ad animare il dibattito politico cittadino in vista delle prossime elezioni amministrative. In queste ore, Luisa D’Angelo, già assessore comunale e candidata nella lista “Viva Capodrise”, ha voluto riportare all’attenzione degli elettori il percorso che, negli anni, ha portato alla dichiarazione di dissesto dell’Ente formalizzata all’inizio del 2026 dal commissario prefettizio.
Per far comprendere l’origine della crisi finanziaria, D’Angelo ha richiamato un manifesto pubblico diffuso nel dicembre 2011 dall’amministrazione (Crescente) insediatasi in quel periodo. In quel documento veniva illustrata una situazione economica già praticamente compromessa, con un’esposizione debitoria complessiva superiore ai 9 milioni di euro.
Tra le principali voci indicate figuravano debiti relativi al ciclo dei rifiuti, contenziosi con enti e fornitori, utenze, manutenzioni, servizi sociali e anticipazioni di cassa. “Questo è quello che abbiamo ereditato”, riportava il manifesto dell’epoca, con il quale si tentava di spiegare ai cittadini le difficoltà economiche del Comune.
Nel suo intervento, la candidata di Viva Capodrise ha sottolineato come negli anni successivi siano intervenuti ulteriori elementi che hanno aggravato la situazione finanziaria dell’Ente. Tra questi, i rilievi della Corte dei Conti, che portarono anche alla vendita all’asta di un terreno comunale a destinazione commerciale nell’area di San Donato, dove oggi insiste il centro commerciale del quartiere.
Un altro passaggio determinante arrivò nel 2015 con l’introduzione delle nuove norme europee sulla contabilità pubblica. Anche il Comune di Capodrise aderì alla procedura straordinaria di riaccertamento dei residui, operazione che consentì di quantificare ufficialmente il disavanzo comunale.
Successivamente, nel 2018, il Comune ricevette una sentenza di condanna relativa a un contenzioso risalente a circa vent’anni prima, con un ulteriore aggravio economico quantificato in circa un milione di euro.
La situazione è stata poi nuovamente riesaminata nel 2023 dalla Corte dei Conti, che ha proceduto a un aggiornamento del debito già certificato nel 2015, accertando un ulteriore incremento dell’esposizione finanziaria dell’Ente.
Sempre nell’ambito del rendiconto 2022, inoltre, sono stati cancellati oltre un milione di euro di crediti ritenuti non più esigibili, incidendo ulteriormente sugli equilibri di bilancio comunali.
D’Angelo ha quindi ribadito come, a suo avviso, “i fatti raccontano con chiarezza che le difficoltà economico-finanziarie del Comune non nascono oggi, ma sono il risultato di problemi accumulati nel tempo e di scelte che arrivano da molto lontano”.
L’ex assessore ha inoltre sottolineato la necessità di affrontare il tema senza strumentalizzazioni politiche: “Per questo serve serietà, memoria e responsabilità istituzionale, non propaganda”.
Parole che riaccendono il confronto politico sul dissesto dell’Ente e riportano al centro della campagna elettorale il tema della gestione finanziaria del Comune, destinato a restare uno degli argomenti principali del dibattito cittadino nelle prossime settimane.

