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Cava sequestrata, ai raggi X i 500mila metri cubi di materiale

 

Caserta. Il sequestro della Cava Santa Lucia riaccende il dibattito ambientale e politico sulle colline casertane. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, l’area interessata da un progetto di ricomposizione ambientale sarebbe stata trasformata in un sito di sversamento illecito di materiali di scavo.

Gli accertamenti investigativi parlano di oltre 500mila metri cubi di terre, rocce e materiali depositati illegalmente in una zona sottoposta a tutela. Una vicenda che ha portato al sequestro dell’area e che, nelle ultime ore, ha provocato una dura presa di posizione da parte dei movimenti civici “Caserta Decide” e “Speranza per Caserta”.

In una nota congiunta, le associazioni hanno espresso soddisfazione per il lavoro della magistratura e delle forze impegnate nei controlli, sottolineando anche il ruolo avuto dalle denunce di cittadini e realtà associative del territorio. “La cittadinanza attiva ha saputo prevenire l’ennesimo scempio”, si legge nel documento diffuso alla stampa.

Ma per i movimenti il tema non può limitarsi esclusivamente agli aspetti giudiziari. La vicenda della cava viene infatti indicata come il simbolo di una pressione ambientale ormai considerata eccessiva per il territorio casertano. Da qui la richiesta di uno stop definitivo alle attività estrattive presenti nell’area collinare.

Secondo i firmatari della nota, Caserta sarebbe ormai un territorio “saturo e compromesso”, motivo per cui non servirebbero nuove autorizzazioni ma piuttosto un progressivo superamento dei siti estrattivi ancora attivi.

Al centro delle preoccupazioni anche il rispetto dei vincoli urbanistici e idrogeologici. Le associazioni chiedono particolare attenzione sulle future richieste legate al recupero e al riuso delle cave dismesse, temendo che operazioni formalmente ambientali possano trasformarsi in interventi con impatti irreversibili sul suolo e sul paesaggio.

Nel documento viene richiamata anche una recente istanza relativa alla dismissione con recupero e riuso del piazzale di una cava di calcare situata in località Monte, nella frazione di San Clemente.

“La tutela ambientale non è negoziabile”, ribadiscono i movimenti, annunciando che la salvaguardia delle colline casertane e il contrasto alla speculazione saranno temi centrali dell’azione politica in vista della prossima amministrazione cittadina.

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