
Capodrise. Nicola Belardo ha presentato a Capodrise, presso la Pizzeria Pharina di via Retella, la lista “Il Coraggio di Cambiare” in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. L’incontro ha registrato una forte partecipazione, tra analisi della situazione cittadina e richiamo alla necessità di un cambio di rotta.
«Bisogna voltare pagina», ha affermato Belardo, che ha poi precisato: «Voltare pagina significa prima di tutto recuperare il senso autentico dell’impegno pubblico — ha proseguito — significa abbandonare definitivamente una politica fatta di divisioni, personalismi e contrapposizioni sterili, per tornare a una politica vera, capace di ascoltare, comprendere e costruire».
Il candidato sindaco ha sottolineato anche la responsabilità collettiva: «Noi dobbiamo essere in grado di parlare a tutti, di convincere amici, parenti, conoscenti, non con promesse vuote ma con motivazioni serie, credibili, concrete. Perché qui non si tratta di aiutare noi, si tratta di aiutare Capodrise a rialzarsi».
Sul dissesto del Comune ha aggiunto: «Oggi Capodrise è una comunità che fatica a trovare sbocchi — ha evidenziato — una realtà che, in termini di servizi, prestazioni e visibilità, si colloca agli ultimi posti. E questo non è accettabile».
Da qui la necessità di una ricostruzione: «Serve un lavoro quotidiano, concreto, fatto di presenza, di ascolto, di capacità amministrativa. Non bastano le parole, occorrono azioni, programmazione, una visione che guardi lontano».
Sulla squadra ha ribadito: «Abbiamo persone competenti, abbiamo giovani straordinari, abbiamo esperienze diverse che si integrano. Questa non è una lista costruita a tavolino, è una comunità che si mette in gioco».
E ancora: «Dobbiamo lavorare gomito a gomito, braccio a braccio, senza protagonismi, senza individualismi, per far sì che Capodrise possa tornare a risorgere, a risplendere, a ritrovare una propria centralità nel territorio provinciale».
Sul piano istituzionale ha concluso: «Le cose si fanno con una filiera politica capace di dialogare con i livelli sovracomunali. Senza questo, ogni progetto rischia di restare sulla carta». E infine: «Aiutateci a portare avanti questo percorso. Aiutateci a diffondere questa idea di cambiamento. Non è una battaglia nostra, è una sfida che riguarda tutti. Capodrise ha bisogno di ritrovare fiducia, dignità, prospettiva».
L’intervento dell’ex consigliere comunale Maria Sorbo
Particolarmente intenso anche l’intervento di Maria Sorbo: «Ho sentito il forte dovere di scendere in campo perché, come mamma, non posso più restare ferma a guardare», ha dichiarato. E ancora: «Dobbiamo promettere ai nostri figli un paese sicuro e con obiettivi veri». «A me non servono poltrone, ma serve che Capodrise abbia un Comune capace di ascoltare e aiutare le famiglie e i giovani». E infine: «Io ci ho messo la faccia e il cuore. Solo insieme possiamo restituire ai nostri figli un paese degno, un futuro certo e concreto, perché Capodrise oggi è stata messa in ginocchio».
Di forte impatto anche Michele Tartaglione: «Il motivo per cui sono qui ha un nome: mio figlio». E ha aggiunto: «Farò di tutto affinché la scuola resti a Capodrise».
Completano la lista: Domenico Capasso, Alessandro Costantino, Davide Cutillo, Salvatore Delli Paoli, Andrea Dipetti, Silvestro Ferraro detto Silvano, Ida Giurin, Raffaele Marino, Vincenzo Oriano, Lucia Raucci, Maria Ricciardi, Maria Sorbo, Michele Tartaglione e Aurora Todisco.

