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Sgominata banda dedita a furti di farmaci salvavita: 9 gli indagati

Giugliano. Stando a quanto riportato dal giornale “Il Resto del Carlino”, le autorità hanno posto fine a un giro di contrabbando di medicinali oncologici che veniva gestito da un uomo di origini egiziane di 52 anni. I raid avvenivano nel territorio di Reggio tra i mesi di giugno e luglio dell’anno scorso. Sono riusciti a trafugare medicinali per un valore di quasi 700mila euro.

Stando a quanto è emerso, sottraevano medicinai salvavita molto costosi per poi immetterli nel mercato di contrabbando. I criminali, da Napoli, dalla zona di Giugliano, partivano e poi mettevano a segno colpi in altre parti della Nazione, agendo su commissione del 52enne, che una volta ottenuti i farmaci rubati, piazzava gli stessi sul mercato nero.
Alcuni di questi farmaci sono stati sottratti tra giugno e luglio dell’anno scorso da un magazzino dell’Ausi situato in via Monti Urali e dall’ospedale Santa Maria Nuova a Reggio Emilia, quelli dal valore che si aggiravano intorno ai 700 mila euro.

Ma la banda campana, che era specializzata proprio in maxi furti di medicinali oncoematologici e immunosoppressori, grazie alle telecamere, soprattutto quelle della struttura ospedaliera che li ha ripresi mentre portavano via il bottino, e anche grazie alle intercettazioni e tabulati telefonici, è stata rintracciata dalla Polizia di Stato. In tutto sono nove le persone che sono state arrestate e la procura di Reggio ha chiesto misure cautelari per i banditi.

Il primo raid a Reggio risale al tardo pomeriggio del 20 giugno 2025 quando tre banditi hanno spaccato la vetrata sul retro del deposito farmaceutico dell’azienda sanitaria che si trova lungo in via Monti Urali e dopo aver piazzato una scatola di cartone sull’allarme per evitare che il suono si propagasse, hanno aperto gli armadi e preso i medicinali dentro per un valore di 215mila euro. I secondo colpo è avvenuto il primo luglio, prendendo di mira il magazzino farmaceutico dell’Arcispedale, sempre i tre dell’altra volta hanno manomesso il sistema di videosorveglianza e poi hanno fatto irruzione dopo aver forzato le porte d’ingresso, portando via circa cento confezioni per un valore di 431mila euro. Due colpi studiati nei minimi particolari, con tanto di sopralluoghi nei giorni precedenti e le vetture, che sono state utilizzate poi per fuggire verso Napoli, da cui provenivano, tramite l’autostrada, erano state piazzate in zone strategiche. La merce, era stata nascosta in dei borsoni, e veniva affidata ad un altro veicolo che la portava subito dal committente perché i farmaci per mantenere alterato il valore devono rispettare criteri rigidi di conservazione come ad esempio la temperatura.

 

Il 27 settembre scorso sempre gli stessi membri della banda che colpirono a Reggio, insieme ad altri due, hanno provato a mettere a segno un furto di farmaci nel pronto soccorso del Policlinico di Modena. Ma grazie all’allarme e un tempestivo intervento della vigilanza il colpo fallì e dovettero darsi alla fuga. La settimana dopo, il 2 ottobre invece, i cinque sono riusciti a portare via 232mila euro di farmaci dalla casa della salute di Scilla, a Reggio Calabria, utilizzando sempre gli stessi metodi.

 

Gli esecutori materiali sono tutti di Napoli. Stando agli inquirenti, a capo della banda di ladri ci sarebbe Mario Criscuolo, 55 anni, conosciuto come “Mariutello”, residente nel capoluogo partenopeo ma già in carcere perché era stato arrestato nel marzo scorso durante un’inchiesta parallela della procura di Reggio Calabria sempre per furto di farmaci. Era lui ad occuparsi della gestione dei contatti col 52enne che ordinava i  furti col quale pattuiva i pagamenti, ma partecipava anche di persona ai raid insieme agli altri quattro dell’organizzazione che sono: Alessandro Fiorentino, 60 anni, residente a Napoli, Francesco Boccolino, conosciuto come “u’ curt”, 66enne residente a Giugliano, Salvatore Avolio, detto “il vecchio”, 68 anni, residente a Melito di Napoli e Raffaele Pezzurro detto “Lello”, 60 anni di Qualiano, i quali  avrebbero partecipato al tentato colpo di Modena e a quello messo a segno a Scilla.

Sono tutti pregiudicati e con precedenti specifici: Criscuolo era finito a processo a Lecce, Viterbo, Lucca e Ancona tra gli anni 2017 e 2025. Mentre Boccolino era finito nei guai sempre per furti di farmaci, in questo caso veterinari, nel 2017 a Trento, a Rutigliano in provincia di Bari, a Basiliano in provincia di Udine, così come Fiorentino e Avolio tra Lucca, Lecce e Trieste. Nel registro dei pm reggiani c’è anche Bruno Scala, 64 anni, di Napoli, che avrebbe agevolato la banda fornendo le auto per compiere i furti.

I farmaci rubati finivano poi nelle mani del committente egiziano di nome  Ahmed Hassan El Mogy, che risiede a Borghetto Lodigiano in provincia di Lodi dove è titolare di una società di noleggio autovetture che, nelle oltre cento pagine di certosine indagini documentate e svolte dagli investigatori della Squadra Mobile della questura di Reggio viene definito “l’allibratore” dedito al contrabbando di medicinali. Al momento si trova in carcere per ricettazione per un’analoga inchiesta della procura di Lucca dopo un furto di farmaci avvenuto in Garfagnana. Chi si sarebbe occupato di pagare i membri della banda, che nelle carte si parla di circa 15mila euro a colpo, è Davide Villa, un 47enne di Vizzolo Predabissi in provincia di Milano, stretto collaboratore di El Mogy. Mentre chi prendeva in consegna i farmaci sarebbe stato Hamied Abdelaal, un 42enne del Sudan residente a Sant’Angelo Lodigiano.

Sui nove indagati pesano accuse come  furto in concorso con diverse aggravanti, tra le quali “aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante entità” e “aver commesso il fatto su materiali destinati a servizi pubblici”.

I sostituti procuratori Maria Rita Pantani, Valentina Salvi e Francesco Rivabella Francia, titolari del fascicolo d’inchiesta, hanno richiesto la custodia cautelare in carcere per Criscuolo, Fiorentino, Boccolino, Pezzurro, Scala e El Mogy, mentre per Avolio i domiciliari e l’obbligo di dimora per Villa.

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