
SANTA MARIA CAPUA VETERE/GAETA. Si avvicina alla fase conclusiva l’inchiesta sulla morte di una donna di Gaeta, avvenuta dopo un intervento estetico eseguito in una struttura sanitaria del Casertano. Si tratta di Sabrina Nardella, 38 anni, titolare di un salone di bellezza, deceduta nell’aprile scorso dopo essere stata sottoposta a una procedura medica e successivamente trasportata d’urgenza al pronto soccorso.
Nel procedimento risultano coinvolti cinque medici, attualmente iscritti nel registro degli indagati. Un passaggio decisivo è rappresentato dalla relazione tecnica depositata dal consulente nominato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Secondo quanto emerso, il quadro clinico sarebbe compatibile con una embolia adiposa, una complicanza conosciuta in ambito sanitario, sebbene non frequente, che può verificarsi anche in seguito a specifiche pratiche, come l’introduzione di sostanze tramite cannula.
L’analisi peritale evidenzia come si tratti di un evento che, dal punto di vista medico-legale, presenta elementi di particolare complessità. In assenza di errori evidenti, infatti, potrebbe rientrare tra i rischi legati alle procedure sanitarie, rendendo difficile attribuire responsabilità dirette a uno specifico operatore. Una valutazione che coinvolge, quindi, tutti i professionisti coinvolti nell’intervento, con l’eccezione del direttore della struttura.
Parallelamente, nei prossimi giorni sono attese le consulenze di parte civile, che potrebbero offrire una lettura differente sia sotto il profilo medico sia sul piano del nesso causale. Il confronto tra le diverse ricostruzioni sarà determinante per l’evoluzione dell’inchiesta.
La fase attuale rappresenta dunque un momento cruciale: una volta chiuse le indagini, la Procura dovrà decidere se procedere con una richiesta di archiviazione oppure avanzare l’ipotesi di rinvio a giudizio nei confronti degli indagati.

