
NAZIONALE – C’è una possibilità poco conosciuta che potrebbe permettere a molte famiglie di ricevere un importo più alto dell’Assegno unico universale. A partire dal 1° aprile, infatti, diventa possibile aggiornare l’indicatore economico attraverso l’Isee corrente, uno strumento che può incidere direttamente sul valore dell’assegno erogato dall’INPS.
L’assegno unico, ricordiamo, è una misura economica destinata alle famiglie con figli a carico e il suo importo varia proprio in base al valore dell’Isee. Più l’indicatore è basso, maggiore è la somma mensile riconosciuta.
L’Isee ordinario prende in considerazione redditi e patrimoni riferiti a due anni prima. Questo significa che spesso non riflette la reale situazione economica attuale delle famiglie.
L’Isee corrente, invece, permette di aggiornare i dati sulla base delle condizioni più recenti. Già da gennaio è possibile utilizzarlo per aggiornare i redditi, ad esempio in caso di perdita del lavoro o riduzione dello stipendio.
Da aprile, però, si apre una possibilità in più: aggiornare anche i patrimoni mobiliari e immobiliari. Questo consente di ottenere una fotografia economica più aggiornata e, in alcuni casi, abbassare l’Isee.
Quando l’indicatore scende di fascia, l’importo dell’assegno unico può aumentare. Ma non tutte le famiglie possono richiederlo. Per aggiornare i patrimoni è necessario che la situazione economica sia cambiata in modo significativo rispetto a quella dichiarata nell’Isee ordinario.
In particolare, il patrimonio complessivo, tra conti correnti, risparmi e immobili, deve risultare diminuito di almeno il 20% rispetto a quanto indicato nella dichiarazione precedente.
Un altro requisito fondamentale è aver già presentato la Dsu per l’Isee ordinario in corso di validità. In media, 1.000 euro in meno di Isee possono portare circa 5 euro in più al mese per ogni figlio. Significa circa 60 euro in più all’anno, ai quali possono aggiungersi ulteriori maggiorazioni previste per determinate situazioni familiari. Nel caso di variazioni patrimoniali più consistenti, l’incremento complessivo dell’assegno può diventare ancora più significativo.
Un aspetto importante da considerare riguarda la validità. A differenza dell’Isee ordinario, che dura fino alla fine dell’anno, l’Isee corrente ha una validità di sei mesi e deve quindi essere rinnovato se si vuole continuare a beneficiare dell’aggiornamento.

