
CASERTA. I furti di orologi di lusso sono in costante aumento e i numeri fotografano un fenomeno sempre più preoccupante. Negli ultimi anni le rapine sono cresciute in modo significativo, con episodi spesso violenti e sfacciati documentati in diverse città italiane: negozi svaligiati, turisti assaliti all’esterno degli hotel, clienti derubati ai semafori o addirittura mentre cenano al ristorante. Le modalità sono tra le più disparate, dai colpi in appartamento alle rapine a mano armata in pieno centro.
A livello globale i dati sono allarmanti: negli ultimi trent’anni sarebbero circa 80.000 gli orologi di lusso spariti nel mondo, per un valore stimato che supera 1,3 miliardi di dollari. Un giro d’affari enorme che alimenta un mercato parallelo sempre più organizzato e difficile da tracciare.
In questo contesto si inserisce l’indagine condotta dall’inviato Luca Abete tra le province di Napoli e Caserta. L’inchiesta ha portato alla luce l’esistenza di rivenditori pronti ad acquistare orologi di presunta provenienza illecita per rivenderli rapidamente sul mercato dell’usato. Alcuni li smontano pezzo per pezzo, immettendo componenti e ricambi nel circuito parallelo, riducendo così i rischi di tracciabilità.
Ancora più spregiudicata è la pratica ribattezzata “squaglia-Rolex”: gli orologi in oro vengono fusi e venduti a peso, cancellando ogni traccia della matricola e dell’identità del legittimo proprietario. Un sistema che consente guadagni di migliaia di euro per singolo pezzo e rende praticamente impossibile recuperare il bene sottratto.
Durante l’inchiesta non sono mancati momenti di tensione. Tutti i dettagli andranno in onda questa sera a Striscia la Notizia, che promette di accendere i riflettori su un fenomeno criminale in continua espansione.

