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Abusi nell’area dell’azienda bufalina, demolizione per il cugino del boss

CASTEL VOLTURNO. Un’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi è stata emanata dal Comune di Castel Volturno nei confronti di Raffaele Zagaria, cugino di Michele Zagaria, già noto come ex vertice del clan dei Casalesi. Il provvedimento riguarda un vasto complesso edilizio realizzato in maniera irregolare all’interno di un’azienda bufalina situata in via 1° Maggio, estesa su un’area di oltre 10mila metri quadrati.

L’atto amministrativo arriva a conclusione di un controllo effettuato dalla Polizia Municipale insieme ai tecnici comunali, che hanno riscontrato numerose opere prive di qualsiasi autorizzazione urbanistica. L’area era già stata sottoposta a sequestro lo scorso mese di ottobre.

Secondo quanto accertato durante il sopralluogo, sul terreno sarebbero stati costruiti diversi immobili destinati sia ad uso abitativo sia all’attività agricola. Tra le opere contestate figurano fabbricati adibiti a civile abitazione, una casa colonica con sala mungitura, locali per uffici e depositi, oltre ad altre strutture funzionali all’azienda, tutte realizzate in assenza di titoli abilitativi.

La situazione risulta ulteriormente aggravata dalla localizzazione dell’area, che ricade in una zona sottoposta a vincoli idrogeologici e sismici. Il territorio è infatti classificato come zona sismica di categoria 3, elemento che rende le costruzioni abusive ancora più rischiose e incompatibili con la normativa vigente in materia di sicurezza e tutela del territorio.

L’ordinanza impone al proprietario la demolizione di tutte le opere irregolari entro il termine di 30 giorni, oltre alla bonifica dell’area interessata e alla presentazione di una relazione tecnica che certifichi l’avvenuto ripristino. In caso di inadempienza, il Comune procederà direttamente agli interventi, addebitando i costi al responsabile e trasmettendo gli atti all’Autorità Giudiziaria.

Resta ferma per il destinatario del provvedimento la possibilità di impugnare l’ordinanza davanti al Tribunale Amministrativo Regionale entro 60 giorni dalla notifica, oppure di presentare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.

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