
CERVINO/SAN FELICE A CANCELLO. Tra i pazienti colpiti dalla grave intossicazione da botulino, esplosa dopo il consumo di panini acquistati da un food truck a Diamante, spicca il caso di due ragazzi della Valle di Suessola: lei di San Felice a Cancello, lui di Cervino. Una giovane coppia, lui e lei poco più che maggiorenni, è attualmente ricoverata in terapia intensiva all’ospedale di Lagonegro: le condizioni della ragazza, in particolare, sarebbero estremamente gravi. I familiari, appena avuta la notizia, sono partiti immediatamente alla volta della Basilicata per raggiungerli.
Secondo le prime informazioni, i due giovani avevano consumato un panino con salsiccia e cime di rapa lo stesso giorno dell’incidente alimentare che ha già provocato la morte di un uomo di 52 anni, originario di Napoli, Luigi Di Sarno. L’uomo era stato colto da malore lungo la strada verso casa ed è spirato prima dell’arrivo in ospedale.
Come sta la coppia
Nel caso della coppia suessolana, i sintomi si sono manifestati poche ore dopo la cena: disturbi alla vista, vomito e affaticamento muscolare. I medici del presidio lucano hanno subito riconosciuto i segnali dell’intossicazione da Clostridium botulinum e hanno provveduto alla somministrazione urgente del siero antitossina. Per entrambi è stato richiesto il trasferimento in terapia intensiva. La ragazza è considerata in pericolo.
Il focolaio ha coinvolto finora dieci persone, nove delle quali ancora sotto osservazione o ricoverate tra Cosenza e Lagonegro. Altri due ragazzi di 17 anni erano stati i primi a presentarsi in ospedale. Le autorità sanitarie hanno disposto controlli immediati sul mezzo ambulante e prelevato campioni degli alimenti per risalire con certezza alla fonte del batterio.
Caso nazionale
Intanto, la macchina dei soccorsi si è mossa su scala nazionale: da Taranto è arrivata una prima fornitura di siero botulinico, seguita da nuove dosi partite con l’elisoccorso da Roma. Il primario di terapia intensiva di Lagonegro, Andrea Bruni, ha ringraziato le autorità sanitarie per la rapidità nella risposta: “Stiamo facendo il massimo, ma il rischio resta molto alto per almeno tre pazienti.”
Sul fronte istituzionale, il sindaco di Diamante invita alla cautela, sottolineando che “non esiste ancora una conferma ufficiale sul collegamento diretto tra l’intossicazione e il food truck”. L’attività è stata comunque sospesa in via precauzionale dall’ASP di Cosenza.
Mentre si attendono i risultati definitivi delle analisi, a Cervino cresce l’angoscia per la sorte dei due ragazzi. L’intera comunità si è stretta attorno alle famiglie, sperando in un miracolo per la giovane che lotta tra la vita e la morte.

