
MARCIANISE. E’ un racconto da brividi quello che L.S., 82 anni, ha fatto ai carabinieri dopo essere rimasta vittima di una rapina violenta che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.
“Stavano per soffocarmi con un cuscino” ha ripetuto ai familiari ed ai carabinieri, accorsi già ieri sera nell’abitazione al piano terra del Parco Progreditur, condominio residenziale di via Guido Rossa a Marcianise. L’82enne viveva da sola, ma si sentiva al sicuro. Aveva inferriate e grate a tutte le finestre e mai si sarebbe aspettata di ritrovarsi qualche delinquente in casa.
Invece ieri sera, poco prima delle 21, era nella sua camera da letto a guardare la tv, come fa sempre, quando ha sentito dei rumori provenienti dall’altra stanza. Aveva pensato che si trattasse di qualcuno al piano di sopra ed invece le è bastato recarsi nella stanza affianco per constatare cosa stava accadendo.
In tre erano intenti a trafugare nei suoi cassetti. Quando l’hanno vista, purtroppo, è cominciato l’inferno per lei. Uno dei banditi ha mantenuto la tapparella, mentre un altro l’ha spinta sul divano. Dopo essersi avventato su di lei, le ha assestato dei pugni alla testa, nonostante l’anziana piangeva ed urlava. Proprio per evitare che le urla potessero arrivare all’esterno e quindi mandare in fumo il piano, uno dei malviventi ha escogitato una mossa agghiacciante: ha preso un cuscino appoggiandolo sul volto della donna.
L’anziana, peraltro cardiopatica, ha rischiato di soffocare. Mentre si consumava questa terribile scena, il terzo complice era intento a rovistare nelle sue stanze da letto e trafugare tutto l’oro che trovava. Alla fine l’82enne, madre di un manager residente a Caserta ed ex dirigente calcistico della Casertana, se l’è cavata con un ematoma alla bocca ed un livido sul naso: a guardare la furia dei banditi può ritenersi quasi miracolata. L’irruzione le ha lasciato, però, segni nell’animo ancora più profondi, oltre a far sparire per sempre gli oggetti preziosi, ricordo di una vita.
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