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Figlio del ras ucciso, chieste 7 condanne: tremano i superboss

 

 

Pignataro Maggiore/Casapesenna/San Cipriano d’Aversa. Sette condanne sono state chieste ieri dal pm Giordano per l’omicidio di Raffaele Lubrano, figlio del boss Vincenzo. E’ stato invocato il carcere a vita per i mandanti Michele Zagaria, Giuseppe Caterino e Francesco Schiavone “Cicciariello” e per gli specchiettisti Salvatore Nobis e Antonio Santamaria.

Invocati 8 anni e 4 mesi ciascuno per i collaboratori di giustizia Antonio Iovine e Francesco Zagaria “Ciccio ‘e Brezza”. Prima di Natale nuova udienza per le discussioni degli avvocati, tra i quali Pasquale Diana, Paolo Caterino e Paolo Di Furia, poi ci sarà la sentenza attesa da quasi 20 anni. Da quella maledetta sera del novembre 2002 quando i Casalesi fecero irruzione a Pignataro Maggiore per colpire il figlio di Raffaele Lubrano.

 

La vittima – è emerso – fu uccisa sia per le mire espansionistiche dei Casalesi che per vendicare la morte violenta di Emilio Martinelli, esponente dei Casalesi e fratello di Enrico, altro elemento di vertice del clan. Ad ordinare il delitto sarebbero stati, secondo l’accusa, Zagaria, Iovine, Caterino e Francesco Schiavone alias Cicciariello (omonimo e cugino di “Sandokan”), mentre Nobis, Santamaria e Francesco Zagaria avrebbero avuto il ruolo di fiancheggiatori e specchiettisti.

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