Trattato come “pazzo”, la nuova vita di Antonino dopo 40 anni

 

CASERTA/AVERSA. Sabato 18 settembre alle ore 17.00 conferenza stampa presso la Casa del Sorriso di Don Giorgio Quici in via Mondo 1 a Caserta. Saranno presenti anche le telecamere di Rai3

Antonino Filardo ha 68 anni ed oltre 40 anni di questa vita li ha spesi in strada, ad Aversa. Una storia incredibile quella di Antonio, come abbia potuto resistere per oltre due ventenni senza un tetto vero sulla testa è quasi un miracolo.

La sua “residenza” nello spazio antistante l’Asl, ex Reale Ospedale Psichiatrico, l’ex manicomio praticamente, amato da molti ma anche perseguitato da tanti biecamente ignoranti. Ma Antonio non è mai stato pazzo, era stato semplicemente ospite, per giunta “abusivo”, nei locali dell’edificio aiutato dall’allora usciere che ne aveva avuto pietà e aveva inteso donargli un riparo.

E così, Antonino Filardo, originario di Dasà, paesino in provincia di Cosenza, senzatetto, albino e per giunta ospite del manicomio si è portato addosso l’etichetta di folle senza mai esserlo stato, subendo l’onta della solitudine, dell’allontanamento, dello scherno e talvolta delle ingiurie della gente, di una vita che non ha mai conosciuto un vero focolare familiare.

Sulla sua strada, improvvisamente, un giorno di tre anni fa, i volontari de L’Angelo degli Ultimi. Piano piano la vita di Antonio è cambiata. Il giaciglio alla alla bell’e meglio è diventato un vero letto, coperte pulite, un vero cuscino, ha cominciato a ricevere pasti puntuali, e un vero servizio igienico a domicilio. I volontari per tre anni hanno fatto avanti e indietro ogni giorno, Caserta-Aversa, Napoli-Aversa, per sollevarlo, lavarlo, accudirlo, rifocillarlo, sono diventati la sua famiglia.