I ruoli della truppa agli ordini del ras Biondillo: erano un gruppo armato

San Felice a Cancello/Arienzo. Tutti agli ordini del ras Alessio Biondillo, questo emerge nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari vergata dal tribunale di Napoli, la direzione distrettuale antimafia.

Si parla di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana, hashish e Crack) che inondavano la valle, grazie alla strategia del 44enne di via Ponte Trave, ancora irreperibile, e per la seconda volta consecutiva, così come accadde nel 2013. Riesce sempre a sfuggire alla cattura, e non è un caso…

 

I ruoli

Tra i suoi più stretti collaboratori c’erano Luchetto Affinita dei Ponti Rossi, un fedelissimo sin dai tempi della piazza di spaccio davanti le Poste e addirittura Salvatore Napolitano, dedito all’occultamento delle dosi e al trasporto.

Andrea Di Caprio e Patrizio Fruggiero (anche lui come Affinita fu beccato nel 2013) attivi nell’attività di custodia, detenzione e spaccio al dettaglio di droga.

I venditori al dettaglio erano: Clemente Pelaggi (un altro degli indomiti), Rino Gagliardi alias ‘o pizzaiuolo viaggiante, Mirko Piscitelli, Antonio Piscitelli alias o caricchio (un altro degli indomiti), Giuseppe Martone, Francesco Buono da Airola, Clemente Saccavino da Forchia, Marco Migliore e il 54enne Nicola Salvatore di Arienzo.

L’aggravante per tutti è di essere un’associazione armata, attraverso la disponibilità di armi attribuibili a diversi associati, tra cui alcuni di vertice.