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I Pre-Cari-Equilibri, la personale di pittura di Franco Oliviero

Marcianise. Si alza il sipario oggi sulla mostra “I Pre-Cari Equilibri” di Franco Oliviero. Ecco come il critico d’arte Angelo Calabrese presenta la personale che chiuderà i batteti in concomitanza con l’Epifania.

 

“Già nel titolo, la personale di pittura che Franco Oliviero inaugura stasera, 22-12-2018, nelle Sale espositive del Palazzo Monte dei Pegni di Marcianise, suggerisce la difficoltà di viversi aspirando alla qualità della vita in un mondo globalizzato, in cui gli equilibri diventano sempre più difficili.  Oliviero, coniugando arte e sociale affronta un tema che suscita non poche riflessioni: Pre-Cari-Equilibri sono quelli che ci impongono di farci funambuli per attraversare il caos massificato e ritrovare quel principio dell’ordine che alberga nel cuore del caos. L’artista non fa deciso riferimento al motto ordo ab chao, che, riferito alla natura delle cose, riconosce, per conoscenza sperimentata, che natura, intesa nel senso del participio futuro del verbo nascor, indica che tutto ciò che sta per nascere consente, nel divenire metamorfico, un ripristino degli equilibri perduti nei dissesti compiuti dissennatamente a danno della natura. In altri termini la natura si rinnoverà intatta in ulteriori combinazioni delle sue risorse, ma l’uomo, cui spetta il compito di tutelare l’ordine naturale, se non predispone la realizzazione di equilibri-valori che siano migliori o almeno equivalgono a qualcosa che valeva ed è stato sostituito in maniera dissennata, rischia la perdita della storia e addirittura la ferinità di ritorno, con l’ignoranza,il fanatismo, la superstizione”.

 

“Franco Oliviero non propone una produzione estesa; la sua ispirazione esige una particolare e suggestiva tecnica di realizzazione: gli interessa che la comunicazione sia chiara per chiunque sia dotato d’intelletto e ragione. I suoi protagonisti sono nudi e fluttuano, sono acrobati che rischiano di cadere nei labirinti dove mancheranno le ali di Dedalo. Sono funamboli che reggono tra le mani i cordini sui quali altalenano: rischiano di cadere in cielo secondo la La Vertigine che coglie Pascoli che teme l’assenza di gravitazione. Si tratta di un vero evento d’arte colta: consente di riflettere sulla nostra condizione di viventi che hanno come sola certezza temporanea la scienza: ma nel suo medioevo dei portenti è possibile coltivare la scienza senza coscienza?”