
Arzano. Arrivano le prime decisioni del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, Agostino Nigro, sull’inchiesta che ha colpito il gruppo riconducibile al clan Amato-Pagano, attivo tra Arzano e l’area a nord di Napoli.
Dopo l’udienza di convalida dei fermi eseguiti dai carabinieri, il gip ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere per cinque indagati:
Antonio Caiazza, Davide Pescatore, Francesco Attrice, Mattia Rea e Pietrangelo Leotta.
Per loro il giudice ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza nell’ambito dell’accusa di associazione di tipo mafioso, evidenziando anche il rischio concreto di reiterazione dei reati e la capacità del gruppo di riorganizzarsi una volta tornati in libertà.
Diversa, invece, la posizione di Antonio Alterio, per il quale non è stata applicata alcuna misura cautelare. Il gip ha infatti disposto la immediata liberazione, qualora non detenuto per altra causa. Alterio è difeso dagli avvocati Mario Angelino e Antonio Pollio.
Nel provvedimento il giudice sottolinea come, per la quasi totalità degli indagati, il contesto associativo e la gravità delle condotte contestate rendano inevitabile la custodia in carcere. Solo per alcune posizioni specifiche, come quella di Alterio, non sono stati ritenuti sufficienti gli elementi per giustificare una misura restrittiva.
Resta centrale, nell’impianto accusatorio della Direzione distrettuale antimafia, la ricostruzione di un’organizzazione legata al clan Amato-Pagano, operativa ad Arzano e nei comuni limitrofi, capace – secondo gli inquirenti – di esercitare controllo sul territorio attraverso intimidazioni, estorsioni e attività illecite.
Un elemento importante rispetto al precedente quadro è che gli indagati non sono coinvolti nell’omicidio dell’imbianchino Rosario Coppola, episodio che resta oggetto di un filone investigativo separato.
Infine, il gip ha dichiarato la propria incompetenza funzionale, disponendo la trasmissione degli atti alla Procura di Napoli, passaggio che potrebbe segnare una nuova fase dell’indagine.
L’inchiesta, dunque, prosegue con nuovi sviluppi all’orizzonte, mentre si delineano i primi effetti concreti del blitz che ha colpito il gruppo criminale.

