
Sette imputati dovranno comparire il 13 gennaio davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Contestati circa ottanta episodi di detenzione e cessione di droga
L’inchiesta della DDA e il decreto di giudizio immediato
MADDALONI. Approda davanti ai giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere l’inchiesta su un presunto circuito di spaccio attivo a Maddaloni. Sette persone sono state raggiunte dal decreto di giudizio immediato nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il quadro delle contestazioni comprende circa ottanta episodi legati alla detenzione e alla cessione di sostanze stupefacenti.
La presunta organizzazione e i ruoli contestati
Il provvedimento è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Chiara Bardi, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Maria Laura Lalia Morra. L’avvio del dibattimento è previsto per il prossimo 13 gennaio, quando gli imputati compariranno davanti al collegio A della Prima sezione penale del tribunale sammaritano.
A processo andranno Rosa Farina, 39 anni, residente a Maddaloni, e il compagno Vincenzo Fuiano, 35 anni, di Acerra, conosciuto come “Filiberto”. Nello stesso procedimento figurano Vincenzo Folgieri, 64 anni, Pietro Delle Cave, 42 anni, e Massimo Cioffi, 38 anni, tutti di Maddaloni. Completano l’elenco Grazia Zampella, 39 anni, di Caserta, e Rolant Kokonozi, cittadino albanese di 38 anni residente a Maddaloni, che risulterebbe ancora ricercato.
Cocaina e crack al centro delle contestazioni
La ricostruzione formulata dagli inquirenti attribuisce a Farina e Fuiano una posizione direttiva nel presunto gruppo. La coppia avrebbe provveduto all’approvvigionamento della droga, soprattutto cocaina e crack, occupandosi anche degli aspetti organizzativi necessari alla successiva distribuzione.
Secondo l’accusa, entrambi avrebbero assicurato la disponibilità delle automobili impiegate per trasportare e consegnare gli stupefacenti. Avrebbero inoltre definito pagamenti periodici destinati agli altri presunti partecipanti, ai quali sarebbero stati assegnati incarichi specifici.
Folgieri, Delle Cave, Cioffi e Zampella avrebbero curato prevalentemente le vendite al dettaglio, percependo un compenso per il lavoro svolto. A Kokonozi viene invece attribuita un’attività operativa collegata alle consegne e allo smercio delle sostanze.
Il processo davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere
Le contestazioni saranno esaminate durante il processo, chiamato a verificare la tenuta dell’impianto accusatorio e a distinguere il contributo eventualmente fornito da ciascun imputato. Le ipotesi investigative dovranno trovare riscontro nel confronto dibattimentale tra accusa e difese. Il decreto che dispone il giudizio immediato apre dunque la fase processuale, nella quale saranno valutate le singole posizioni e accertate le eventuali responsabilità penali.
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