Rapina choc nella storica gioielleria, banditi puntano pistola contro titolare

Di 3 Novembre 2026Cronaca, Regionale

Regionale. Un colpo messo a segno in pochi minuti, con un bottino dal valore particolarmente elevato. È quanto accaduto ieri pomeriggio, intorno alle 13.30, nel Borgo Orefici di Napoli, dove una gioielleria storica è stata presa di mira da due rapinatori. I malviventi sono riusciti a impossessarsi di circa cinque chili di gioielli in oro e argento, oltre a diversi orologi, per un valore complessivo stimato tra i 200mila e i 300mila euro. L’attività presa di mira è l’antica Gioielleria situata in via San Giovanni in Corte. Al momento dell’irruzione, il titolare si trovava da solo all’interno del negozio, impegnato nella consueta pausa pomeridiana.

Secondo la ricostruzione dell’accaduto, i due uomini si sarebbero presentati all’ingresso con modi gentili e un atteggiamento confidenziale. Avrebbero chiamato il commerciante per nome, lasciando intendere di essere persone conosciute o clienti abituali. Un comportamento che avrebbe convinto il gioielliere ad aprire la porta attraverso il sistema di elettroserratura. Una volta entrati, i due avrebbero chiesto di visionare alcuni anelli solitari, facendo credere di essere interessati a un acquisto per un regalo importante. Quando il titolare ha iniziato a mostrare i preziosi, uno dei rapinatori avrebbe improvvisamente estratto una pistola, minacciandolo e costringendolo a sdraiarsi sul pavimento.

A quel punto i malviventi hanno avuto campo libero. In pochi minuti hanno prelevato gioielli dalle vetrine e dalle casse, raccogliendo un’ingente quantità di merce prima di allontanarsi rapidamente tra le strade del quartiere. Non si esclude che all’esterno fosse presente un terzo complice, pronto a favorire la fuga. La banda avrebbe inoltre sottratto il server del sistema di videosorveglianza interno, portando via il dispositivo che custodiva le registrazioni delle telecamere. Un particolare che rende più complicata la ricostruzione dei movimenti dei responsabili e che potrebbe far ipotizzare una preparazione accurata del colpo, preceduta da sopralluoghi.

Sull’episodio sono in corso le indagini dei Carabinieri, impegnati a individuare elementi utili attraverso le immagini degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zona e lungo le possibili vie di fuga. Resta ingente il valore della refurtiva, che secondo le prime stime ammonterebbe a circa cinque chilogrammi di preziosi per un valore che potrebbe raggiungere i 300mila euro.

 

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