Agricoltura in crisi, agricoltori in marcia a Caserta: corteo in movimento

Crisi dell'agricoltura e aumento dei costi del gasolio per le imprese agricole, il coapi protesta

Costi alle stelle e aziende a rischio: il COAPI chiede aiuti urgenti e meno accise sul gasolio

ULTIMA ORA: Gli agricoltori sono appena arrivati a Caserta con il corteo di protesta. La mobilitazione è in corso per richiamare l’attenzione sulla crisi del comparto agricolo, tra costi di produzione elevati, caro carburanti e difficoltà economiche delle aziende. Tra le richieste figurano interventi urgenti a sostegno delle imprese e la riduzione delle accise sul gasolio.

AGRICOLTURA – Dichiarare lo stato di crisi della piccola e media impresa agroalimentare e avviare un piano straordinario per salvare le aziende agricole, la pesca artigianale e la trasformazione alimentare. È la richiesta rilanciata dal COAPI, il Coordinamento Nazionale Agricoltori e Pescatori Italiani, che torna a sollecitare il Governo e le Regioni davanti a una situazione economica che, secondo l’organizzazione, continua a peggiorare.

Al centro della proposta c’è la necessità di riconoscere formalmente le difficoltà delle imprese che producono, trasformano e distribuiscono alimenti, attraverso interventi capaci di incidere sui costi, sull’indebitamento e sulla remunerazione del lavoro. Il coordinamento chiede al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, di aprire un confronto istituzionale per definire le misure necessarie.

La richiesta si accompagna a una questione che riguarda direttamente le famiglie: il caro vita. Quando aumentano i costi sostenuti dagli agricoltori per lavorare i campi, alimentare gli allevamenti, trasportare le merci e trasformare le materie prime, la pressione economica può estendersi all’intera filiera alimentare. Per questo il COAPI indica anche la riduzione delle accise sul gasolio tra gli interventi da sostenere, con l’obiettivo di alleggerire il peso dei carburanti sulle attività produttive e sulla logistica.

Costi in aumento e prodotti invenduti: le difficoltà delle aziende

Nel documento indirizzato al ministro, il coordinamento richiama alcuni dati relativi all’andamento dei prezzi e dei fattori produttivi. Secondo le rilevazioni citate dal COAPI, nel secondo trimestre del 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, i prezzi dei prodotti agricoli nell’Unione europea sarebbero diminuiti del 5,8%, mentre i costi degli input produttivi sarebbero aumentati del 4,7%.

Tra le voci indicate figurano gli incrementi del 22% per energia e lubrificanti e del 13,4% per i fertilizzanti. Il documento richiama inoltre un dato attribuito all’Istat, secondo cui nel 2024 la variazione media annua dei costi di produzione del comparto agricolo in Italia avrebbe raggiunto l’11%.

Questi andamenti, sottolinea il coordinamento, rischiano di comprimere ulteriormente i margini delle imprese, già esposte alle oscillazioni dei mercati e alle difficoltà di accesso al credito. In alcuni casi, la combinazione tra spese elevate e ricavi insufficienti può rendere difficile persino programmare le nuove coltivazioni.

A preoccupare è anche la presenza di prodotti che faticano a trovare sbocchi commerciali, tra cui olio e vino. Una situazione che, secondo il COAPI, rende necessario un intervento strutturale, capace di affrontare le cause della crisi anziché limitarsi a misure temporanee.

Riduzione delle accise sul gasolio e sostegno al reddito agricolo

Tra le priorità indicate dal coordinamento figura l’abbattimento dei costi di produzione, con particolare attenzione a carburanti, energia, fertilizzanti, mangimi e altri fattori indispensabili per mantenere operative le aziende.

La richiesta di diminuire le accise sul gasolio si inserisce in questo quadro. Il carburante incide sulle lavorazioni agricole, sull’utilizzo dei macchinari, sulla movimentazione dei prodotti e sui trasporti. Ridurre il peso fiscale, attraverso misure compatibili con le norme vigenti, potrebbe contribuire ad alleggerire una delle voci di spesa che gravano sulle imprese.

Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto chi produce. Il caro energia e l’aumento dei costi lungo la filiera alimentare alimentano le preoccupazioni sul potere d’acquisto delle famiglie. Quando le imprese non riescono a recuperare le spese attraverso prezzi di vendita adeguati, la loro capacità di investimento e di continuità produttiva si indebolisce.

Per il COAPI, occorre quindi intervenire per difendere il reddito dei produttori e contrastare le pratiche commerciali sleali, favorendo condizioni di vendita che tengano conto dei costi effettivi sostenuti dalle aziende. Tra le proposte figurano anche il rafforzamento della tracciabilità, una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e strumenti per garantire una remunerazione più equa del prodotto agricolo.

Debiti, importazioni e crisi ambientali: le misure richieste

Il piano straordinario proposto dal coordinamento comprende interventi sul debito delle imprese, attraverso moratorie, ristrutturazioni e, laddove giuridicamente e finanziariamente possibile, misure di riduzione dell’esposizione debitoria. L’obiettivo è evitare che gli impegni finanziari accumulati impediscano alle aziende di continuare a produrre.

Un altro punto riguarda le importazioni e gli accordi commerciali internazionali. Il COAPI chiede di rafforzare le clausole di salvaguardia e di valutare la sospensione dei trattati di libero scambio nei casi previsti e consentiti dalle norme applicabili, soprattutto quando le filiere nazionali risultano esposte a forme di concorrenza considerate sleali.

Il documento richiama inoltre le emergenze ambientali che colpiscono le aree rurali, dalla siccità ai danni provocati dalla fauna selvatica, chiedendo misure straordinarie di prevenzione e sostegno. L’organizzazione propone anche di incentivare la conversione agroecologica e di proteggere la capacità produttiva delle comunità rurali e delle marinerie.

Le richieste riguardano, quindi, non soltanto l’agricoltura, ma anche la pesca artigianale e le attività di trasformazione alimentare, considerate parti essenziali di un sistema che garantisce lavoro, produzione e disponibilità di cibo.

Il COAPI chiede un incontro al Governo

Per il coordinamento, la dichiarazione dello stato di crisi non deve ridursi a un atto formale. Il riconoscimento dell’emergenza dovrebbe rappresentare il punto di partenza per un programma concreto, accompagnato da risorse adeguate, misure verificabili e un confronto con le istituzioni europee.

Il COAPI ricorda di aver già presentato la propria proposta alla fine del 2024 e di aver raccolto, nel tempo, adesioni istituzionali e sostegno da parte dei cittadini. Nel nuovo appello viene chiesto un incontro al ministro Francesco Lollobrigida, anche con la partecipazione di una delegazione dei sindaci che hanno sostenuto le richieste attraverso specifiche delibere.

La finalità dichiarata è costruire un percorso condiviso tra Governo, Regioni, amministrazioni locali e rappresentanze sociali, capace di affrontare le difficoltà delle imprese con strumenti adeguati alla gravità della situazione.

La questione riguarda anche il futuro dei territori e la possibilità di mantenere attive le aziende che garantiscono occupazione e produzione alimentare. Salvaguardare chi lavora la terra e il mare significa, nella prospettiva del coordinamento, difendere le comunità locali e contribuire a contenere le pressioni economiche che interessano l’intera filiera, fino alla spesa quotidiana delle famiglie.

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