
CASAL DI PRINCIPE. I trattori aprono la strada, gli studenti affiancano agricoltori e allevatori. A Casal di Principe la protesta contro i rincari diventa una mobilitazione che unisce generazioni e categorie diverse, accomunate dalla richiesta di condizioni economiche più sostenibili. Al centro della manifestazione ci sono il prezzo dei carburanti, le spese necessarie per mandare avanti le aziende e i compensi riconosciuti a chi produce latte e pomodori.
Il corteo, promosso da Altragricoltura e Coapi, prende il via dallo stadio e attraversa le strade cittadine. I mezzi agricoli, già presenti da giorni nel presidio allestito sul territorio, guidano la marcia accompagnati da striscioni, cori e fumogeni colorati accesi dai ragazzi.
«Dateci il presente» è il messaggio scandito dagli studenti. Una richiesta che lega le preoccupazioni per il futuro alle difficoltà vissute oggi dalle famiglie e dai lavoratori. Alcuni giovani salgono sui trattori, rendendo ancora più visibile il sostegno alle rivendicazioni del comparto agricolo.
Gli operatori chiedono interventi straordinari per affrontare i costi della coltivazione del pomodoro, contrastare l’indebitamento delle imprese e riconoscere maggiore valore al latte di bufala prodotto nell’area Dop. Denunciano una distanza sempre più difficile da sostenere tra quanto spendono per lavorare e quanto ricevono dalla vendita dei prodotti.
Alla manifestazione partecipa anche Peppe Pagano, docente e gestore del ristorante Nco, ospitato in un immobile confiscato. La sua presenza, insieme agli studenti, richiama il legame tra le difficoltà delle aziende agricole e quelle dei consumatori. Gli aumenti, sottolinea, finiscono infatti per incidere sui bilanci familiari. Da qui l’invito a mantenere unita la comunità attraverso solidarietà e partecipazione.
Tra i manifestanti figura inoltre Renato Natale, già sindaco di Casal di Principe e attuale segretario cittadino del Pd. La presenza numerosa dei ragazzi viene accolta come un segnale di speranza, ma anche come una sollecitazione rivolta alla politica.
Per Natale occorre ascoltare quel disagio e trasformare le richieste della piazza in risposte concrete, anche sul piano nazionale. Il corteo riunisce così la difesa del lavoro nei campi e l’esigenza, espressa dai giovani, di poter costruire il proprio percorso con maggiori diritti e opportunità.

