Croce capovolta sulla chiesa, l’ex sindaco rompe il silenzio: «Offesa alla comunità»

Castel Volturno. Una croce capovolta disegnata con vernice rossa su una delle colonne della facciata della chiesa, nel cuore della piazza principale di Castel Volturno. È l’episodio denunciato dall’ex sindaco della città, che ha deciso di intervenire pubblicamente dopo la manifestazione di sabato contro i Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR).

L’ex primo cittadino, attraverso un lungo intervento pubblicato sui social, ha espresso la propria indignazione per quanto accaduto, chiedendo agli organizzatori locali della manifestazione una presa di distanza e il ripristino dei luoghi.

Il silenzio dopo la manifestazione

«Ho taciuto fino ad oggi. Ma davanti a questo non posso e non voglio tacere», esordisce l’ex sindaco, spiegando di aver scelto inizialmente di non commentare quanto avvenuto durante il corteo.

Nel suo intervento fa riferimento ai cori contro le forze dell’ordine, ai modellini dei CPR dati alle fiamme e alla partecipazione di persone provenienti da fuori territorio.

L’ex amministratore lamenta anche quella che definisce l’ennesima strumentalizzazione politica e mediatica di Castel Volturno e del fenomeno migratorio, sottolineando gli sforzi compiuti negli anni per valorizzare l’immagine della città e le sue potenzialità.

La croce capovolta sulla facciata della chiesa

A provocare la sua reazione è stata soprattutto l’immagine della croce capovolta tracciata con vernice rossa su una colonna della chiesa.

«E qui, prima ancora dell’uomo che ha rappresentato le istituzioni, parla il cristiano che è dentro di me. Quello che crede, che prega, che rispetta profondamente la propria fede e, allo stesso modo, quella degli altri».

L’ex sindaco ribadisce il diritto di manifestare e di esprimere liberamente il proprio dissenso, sottolineando però che queste libertà devono essere esercitate nel rispetto dei luoghi di culto e dei simboli religiosi.

«La libertà di manifestare è sacrosanta. La libertà di esprimere dissenso anche. Ma la libertà non può trasformarsi in mancanza di rispetto verso i luoghi di culto, i simboli religiosi e la sensibilità di una comunità».

La richiesta di scuse agli organizzatori

L’ex primo cittadino chiede ora un intervento pubblico da parte degli organizzatori locali della protesta.

«Mi aspetto, anzi, pretendo una presa di distanza pubblica e inequivocabile da parte degli organizzatori locali della manifestazione. Mi aspetto delle scuse alla comunità cristiana di Castel Volturno e che ci si adoperi immediatamente per ripristinare lo stato dei luoghi».

Una presa di posizione che l’ex sindaco presenta non soltanto come una questione religiosa, ma anche come un problema di rispetto del patrimonio collettivo e della sensibilità dei cittadini.

«Non si può chiedere rispetto per i diritti di qualcuno calpestando quelli e la sensibilità di qualcun altro», conclude.

Resta da chiarire chi abbia materialmente tracciato il simbolo sulla facciata della chiesa e in quali circostanze. Al momento, il collegamento tra il gesto e i partecipanti alla manifestazione non risulta accertato.

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!