Scuola Moro, affondo di Della Rocca: «La sicurezza dei nostri figli non può diventare propaganda»

Fiorenzo della Rocca

San Felice a Cancello. Non si placano le polemiche sull’abbattimento degli alberi nel plesso scolastico “Aldo Moro” di Cancello Scalo. Sulla vicenda interviene il capogruppo di maggioranza e presidente della Commissione Ambiente, Fiorenzo Della Rocca, che replica alle contestazioni del Comitato Vivere e chiarisce le ragioni dell’intervento disposto dall’Amministrazione comunale.

Di fronte all’ennesima polemica alimentata dal Comitato Vivere, in qualità di Presidente della Commissione Ambiente ritengo doveroso ristabilire la verità dei fatti. L’Amministrazione Comunale non ha assunto alcuna decisione arbitraria o improvvisata. L’intervento previsto presso il plesso scolastico “A. Moro” di Cancello Scalo nasce da una precisa richiesta della Dirigente Scolastica, formulata a seguito della caduta di un albero (non l’unico) all’interno dell’area scolastica. Un episodio che, fortunatamente, non ha provocato conseguenze alle persone soltanto perché verificatosi nelle prime ore del mattino. Davanti a un simile evento, qualsiasi amministratore responsabile avrebbe avuto il dovere di approfondire e verificare le condizioni dell’intero patrimonio arboreo presente nell’area scolastica. È esattamente ciò che è stato fatto.

Il Comune ha incaricato un professionista qualificato, che ha effettuato le verifiche tecniche necessarie e redatto una perizia dettagliata. Non si tratta di opinioni, sensazioni o valutazioni politiche, ma di conclusioni tecniche formulate da un esperto competente e sulla base delle quali sono stati programmati gli interventi. Chi oggi grida allo scandalo dovrebbe spiegare ai cittadini quale alternativa proponeva: ignorare la perizia? Assumersi il rischio di un’altra caduta? Attendere che si verificasse una tragedia per intervenire? Particolarmente sorprendente appare poi l’atteggiamento assunto dal Comitato Vivere. Il Sindaco Emilio Nuzzo ha promosso un incontro istituzionale per giovedì il 22 ottobre scorso presso la Casa Comunale, proprio per illustrare la perizia tecnica, chiarire ogni dubbio e favorire un confronto aperto e trasparente sulla questione. Nessun rappresentante del Comitato ha ritenuto di partecipare. Disertare il tavolo istituzionale e scegliere successivamente la strada della polemica sui social network appare una contraddizione che i cittadini possono giudicare autonomamente. Chi amministra ha il dovere di decidere e assumersi responsabilità.

Chi critica dovrebbe avere almeno il coraggio di confrontarsi nelle sedi istituzionali quando ne ha l’opportunità. La tutela dell’ambiente è un valore che questa Amministrazione condivide e difende concretamente. Proprio per questo l’intervento non si limita all’abbattimento degli alberi giudicati pericolosi, ma prevede anche un importante piano di ripiantumazione, con la messa a dimora di un numero di alberi addirittura superiore a quello rimosso. Una scelta che dimostra in modo inequivocabile come la sicurezza e la tutela del verde possano e debbano convivere. Dispiace constatare come, ancora una volta, vi sia chi preferisce alimentare polemiche piuttosto che confrontarsi nel merito delle questioni. Le campagne emotive e gli slogan possono “forse” generare consenso sui social network, ma non sostituiscono le responsabilità amministrative e non garantiscono la sicurezza dei bambini, delle famiglie, degli insegnanti e di tutto il personale scolastico. L’Amministrazione Comunale continuerà ad agire con trasparenza, nel rispetto delle procedure, delle valutazioni tecniche e soprattutto dell’interesse generale della comunità. Quando si tratta della sicurezza dei nostri figli non c’è spazio per l’ideologia, per la propaganda o per le polemiche strumentali. Ciò che è stato fatto è stato fatto per prevenire rischi concreti, per tutelare l’incolumità delle persone e per evitare che un domani qualcuno possa chiedersi perché non si sia intervenuti quando ancora era possibile farlo. Noi scegliamo la strada della responsabilità. Altri hanno scelto quella della polemica. I cittadini sapranno distinguere la differenza.

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